Viaggio in Italia. 2 marzo 2004, Forlì – Teatro Diego Fabbri

2 marzo 2004  Forlì – Teatro Diego Fabbri

Ci sono attimi in cui tutto quello che faccio mi sembra non abbia un senso. Perchè è difficile trovare un senso ai gesti quando vorresti sono il calore di una carezza. Tutto il resto sembra un palliativo sterile, una presa in giro…
Con questi sentimenti nell’animo parto per Forlì. Non ci speravo più dopo la nevicata del giorno prima e invece… vorrei qualche volta pensare solo all'”attimo”. Il futuro non ci appartiene e a volte “anche ciò che appare più terribile acquista la sua dimensione naturale”.
L’arrivo a Forlì placa per un attimo il mio malumore. Faccio scorta di quotidiani locali e con immenso piacere leggo le pagine dedicate a lei.
      

Entro nel clima del concerto e vivo sensazioni che da anni rendono più dolci anche le giornate più cupe. Poi, poco prima del concerto, le mie malinconie incontrano lo sguardo di un amico. Nella penombra di un bar, fra un panino e pop corn si crea la magia dello scambio emotivo ed è stato bello quando scherzando ci siamo guardati e ci siamo detti: “e se restassimo qui a vedere il Festival di Sanremo?”.
Ma al Teatro Fabbri ci aspettava un’altra serata dei sogni.     

L’ho vissuto con ogni mia cellula questo concerto, ne ho assorbito ogni frammento, l’ho assunto come una medicina dell’anima…la mia cura… Solo per un attimo il gelo si è affacciato ancora alla mia coscienza, poi la catarsi… 


Col tempo sai, col tempo tutto se ne va


E ti senti il biancore di un cavallo sfiancato

In un letto straniero, ti senti gelato,


solitario ma in fondo in pace, in pace col mondo


E ti senti ingannato dagli anni perduti


Allora tu, col tempo sai non ami più.

In tanti anni non mi era mai capitato di vivere la giornata di un concerto con questo stato d’animo. Il 2 marzo ho capito quanto sia meravigliosa, per quanto fugace, la sensazione del tempo sospeso…
Poi il concerto finisce…troppo lungo il viaggio di ritorno per far tacere questo immenso bisogno di pienezza, di calore bruciante…
Arrivederci a Mestre, Carla, che questi 21 giorni volino via veloci come il vento!

Il concerto

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

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