Lungo la strada. 23 novembre 2007, Taranto

23 novembre 2007   Taranto, Teatro Orfeo

1350

…sono i chilometri percorsi in tre giorni, nel lungo viaggio verso Sud; varietà di tempo, di paesaggi, di persone…

Programmiamo l’ormai inseparabile TomTom e partiamo per un’altra bellissima avventura!

Il viaggio scorre tranquillamente, incontriamo poco traffico e nei nostri occhi si può scorgere quel bagliore di felicità figlio dell’attesa.

Prima sosta in un autogrill nella estesa periferia della campagna romana; due ragazzi dall’evidente accento campano si avvicinano alla nostra auto ancor prima di lasciarci scendere. Portano con sé borsoni carichi di merci varie: calzini, calze lunghe e chissà cos’altro ancora. “Compra le calze, ja, così te controllo pure la macchina” ci dice uno dei due. Un allarme inconscio scatta dentro di noi: ma se non le compriamo troveremo ancora quattro ruote per concludere il viaggio? Offriamo così un caffè al ragazzo e decidiamo di fare colazione uno alla volta mentre l’altro non si allontana dall’auto (l’esperienza ci ha insegnato che fidarsi è bene, ma…).

Riprendiamo il viaggio verso Taranto. Il vento forte sposta quasi l’auto nei pressi della città pugliese… ancora non si vede il mare…

Finalmente alle 16 ci siamo, attraversiamo un primo ponte, poi ci incolonniamo in una strada che ci porta fino al famoso ponte girevole dove ammiriamo anche il castello aragonese.

Il cielo è grigio, le acque agitate dal vento forte che soffia solo sul lungomare.

Le vie interne del centro di Taranto sono invece più riparate e la temperatura è assolutamente gradevole. Troviamo con facilità il Teatro Orfeo (TomTom, ma chi è quel genio che ti ha inventato?).

Carla sta già provando e decidiamo di fare una passeggiata per il corso. Una cioccolata calda e un tè in una caffetteria,  qualche foto 

Le vetrine mi attraggono e impazzisco per quelle tutte colorate piene di bigiotteria. In particolare una colpisce la mia attenzione, ma uffa! Flavio scalpita impedendomi di entrare a far danni… perchè ipotecare parte di una tredicesima che già, a quanto si dice, sarà più magra del solito?

A malincuore decido di assecondarlo e per fortuna! Di lì a poco arriva Carla con Alberto e Paolo (il fonico). Mentre Alberto mi regala il suo primo cd (“Il mio posto nel mondo”, bellissimo!!!) Carla ringrazia Flavio del regalo fattole a Livorno e ci dice una delle cose più belle che avremmo desiderato ascoltare…

 

Verso le 20,30 inizia ad arrivare gente al teatro che piano piano si riempie. Intorno a noi persone diverse per età e molti abbonati agli spettacoli. Tutti accolgono Carla con grande entusiasmo e calore.

Il concerto si apre con atmosfera e poesia. Le note di Aghios o Theos si diffondono nel silenzio del teatro. Sul palco ci sono solo Alberto e Massimo Martellotta, il giovane e ottimo chitarrista che si è aggiunto da questa data. La voce di Carla ci arriva da dietro le quinte… poi la sua figura emerge dal buio, i capelli raccolti in una semplice coda.

L’emozione è palpabile… alza gli occhi verso il pubblico prima di iniziare a cantare Un Blasfemo.

La prima parte del concerto è dedicata alla Poesia, quindi a quei pezzi nati appunto come poesie e poi divenuti canzoni. Il ritmo è pacato… le emozioni si susseguono. Il pianoforte di Alberto conduce e sostiene splendidamente la trama musicale. Il tocco è lieve e delicato sui tasti acuti, più pesante e sostenuto nei toni bassi. La chitarra si inserisce con note aperte e arpeggi chiari. Carla si alterna al piano e alla tastiera.

La seconda parte del concerto, dedicata all’Amore in tutte le sue espressioni, si apre con una bellissima e sempre attuale Il vento caldo dell’estate. Poi Nomadi, eseguita magnificamente. Il sole nella pioggia si apre con lo stesso, bellissimo arrangiamento del concerto di Venezia di un anno fa. Un’interpretazione sempre intensa che lascia senza respiro dalle prime note sino alla fine. Sembra quasi che Carla esprima tutto il suo essere con questo brano che canta anche con la gestualità del corpo. Tratteniamo il respiro immersi in questa emozione…

Come un pittore colora la sua tela nuda così Carla, con la sua voce, colora i nostri sogni… Non possiamo fare altro che entrare in contatto diretto con le nostre percezioni ascoltandola…

A fine concerto il pubblico applaude così tanto che Carla è “costretta” a ripresentarsi sul palco. E’ commossa, felice di tanto affetto.

Si fa attendere circa venti minuti per uscire nel foyer dove la aspettiamo insieme a una trentina di persone. Carla non si sottrae alle richieste di autografi e foto, poi si allontana dal teatro.

La serata si conclude magnificamente con una cena al Gatto Rosso a base di pesce e ottimo vino.

Piccola ma doverosa parentesi: Flavio, è risaputo, detesta il pesce, ma a volte accadono dei fatti imprevedibili, direi inspiegabili… Lo vedo mangiare un boccone dietro l’altro, lo sento dire: “buono! mangia Chicca, è buonissimo!” Lo vedo addirittura bere due calici di vino… perché Flavio, è risaputo, non beve mai vino… solo Coca Cola! E come se non bastasse dopo il dolce butta giù pure un ottimo nocino!

Con un cerchio alla testa riesce comunque a guidare (se così si può dire) fino all’albergo. Per fortuna era vicino!

Un’altra giornata che resterà racchiusa nei nostri cuori nel resto del Tempo…. Grazie Carla! Non lo dimenticheremo mai…

La mattina dopo, mentre gustiamo la colazione con una bellissima vista sul porto, siamo ancora in estasi…

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

 

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