29 Novembre, Data Zero a Correggio… Che il Sogno abbia inizio…

Siamo partiti che era ancora buio…
Piove… Piove tanto, diciamo pure che diluvia…ma dopo la prima sosta in autogrill e un cornetto al cioccolato la vita comincia a sorridere e grazie al caffè (prima del quale ci siamo limitati ad emettere grugniti senza senso) troviamo anche la lucidità per impostare il navigatore.

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È ora di mettere Samsara nel lettore di cd:) ecco, ora è davvero partenzaaaaaaaaa!

Ore 8,50
Ci fermiamo a mettere benzina nei pressi di Città di Castello e cominciamo subito ad attaccare all’album la prima “figurina” della giornata: il serbatoio della C1 non si apre. Io non sono mai riuscita ad aprirlo (e fin qui niente di nuovo), ma il povero Flavio tenta invano:

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Per fortuna il benzinaio ha pietà di noi e in meno di un secondo risolve il problema:)

Il cielo è sempre più grigio, ma non riesce ad ingrigire l’emozione. Cerchiamo di immaginare con quale pezzo si aprirà il concerto. Pensiamo entrambi che sarà Morire d’amore… È già sento il cuore in gola…

Ore 12,20
È l’ora di un ottimo caffè con retrogusto cioccolatoso a casa di Marina. Certo, con il cuore a 1000 tutto questo caffè non è un’ottima idea!

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Ora è anche uscito il sole… Lo vedo fuori, lo sento sulla pelle, lo percepisco dentro me. Ci avviamo verso Correggio felici e in uno stato sospeso di vibrante attesa…

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Ore 15,45
Siamo davanti al teatro, Flavio, Marina ed io… Nel bar accanto al teatro stiamo gustando una cioccolata con panna. Ogni tanto tendiamo l’orecchio nella speranza di udire frammenti di prove… Ma poi penso che se anche riuscissi ad ascoltare qualcosa mi allontanerei per non rovinare un solo attimo di questa attesa. Un pensiero semplice mi sfiora: è stupendo aspettare… aspettare qualcosa che sai per certo ti farà stare bene…

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Qualche scatto con l’iPhone in una città quasi deserta… Sembra che il giovedì sia tutto buio e spento… A parte la piazza, bellissima…

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Curiosi i nomi delle vie… e cominciano le risate con gli amici… Il tempo sembra non essere mai passato!

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Mancano due ore… E mi rendo conto che comincio ad assentarmi dal mondo esterno… Che i discorsi mi giungono come suoni indistinti. Sono entrata nel clima del concerto… “L’attesa si colora d’impressioni antiche”…

Ore 20,55
Siamo in teatro… Fra pochi minuti le luci si spegneranno dissolvendo i contorni delle cose e avvolgendoci nella favola…

E finalmente scende il buio in platea, il brusio si fa silenzio, l’attesa diventa Musica…
Le note di Morire d’amore scaldano i nostri cuori di quel calore noto da anni e che da sempre si rinnova immutato.
Poi la chitarra introduce Tempo senza tempo , la voce profonda e calda di Carla risale cullata dal ritmo di una batteria suonata con delicatezza, ma che rende bene l’incalzare del Tempo…

Vestita di nero Carla si muove con grazia sul palco illuminato da alcune luci che bucano l’oscurita’…
Nata ieri ci riporta al presente di Samsara in una versione che rispecchia quella registrata.
“Viviamo sempre con l idea di qualcosa o di qualcuno e non ci accorgiamo di che cosa e soprattutto di chi ci sta accanto e di quanto nel tempo questa persona cambia…”
Cosi nasce Orientamento… Scandita nell’incipit da un battito insistente che mi fa pensare al metronomo, allo scorrere di un tempo che cambia e ci cambia, inevitabilmente…
Eri con me e’ il brano successivo, riscuote un grande apprezzamento del pubblico che gremisce il piccolo e grazioso teatro di Correggio.
Segue Autunno già, brano stupendo, lieve come le foglie gialle portate dal vento tiepido di novembre, delicato come una ninna nanna mi accarezza, socchiudo gli occhi per qualche istante, ricordi di carezze antiche riaffiorano… Il contatto con se stessi e’ inevitabile ascoltando Carla.
L’era del mito, nella versione già collaudata durante il tour di Lungo la strada , precede una Chanson egocentrique molto bella che col suo ritmo incalzante spezza un po’ l’atmosfera intima creata dai pezzi precedenti.
Sui giardini del mondo, un brano che amo molto, fa emergere un po’ di più la batteria, forse sacrificata sia per posizione, si trova infatti all ‘estrema destra guardando il palco, dietro il chitarrista Osvaldo di Dio , che quasi sempre copre il suo collega alle bacchette, sia per il modo in cui viene usata.
Il brano successivo, Come il mare, risente un po’ ,secondo me, dell’uso delle basi e la voce registrata di Di Martino, onestamente, non mi è piaciuta molto. In questo pezzo, personalmente, avrei preferito magari che fosse cantata dal vivo da uno dei musicisti presenti.
A chiu’ bella ci viene proposta nella delicata versione che Carla ha voluto farci conoscere, un modo per ricordare il momento in cui Giuni Russo le accennò con un filo di voce la melodia che aveva creato sulla bella poesia di Totò…
La delicatezza continua con Anin a gris, in una versione un po’ più corposa grazie all’uso di due chitarre.
Quindi e’ la volta di La recessione, brano sempre attuale e cantato benissimo.
Nomadi mi lascia senza parole, per la bellezza degli arrangiamenti, per la vocalità di Carla, per i brividi che lascia addosso…
Il contatto, brano immancabile, stupendamente interpretato, nonostante qualche difficoltà tecnica dovuta ad un ritorno in cuffia che infastidisce Carla alle prime battute.
Un vento a trenta gradi sotto zero… così inizia la bellissima Prospettiva Nevski, molto ben interpretata, la batteria scandisce sommessamente il ritmo, la chitarra ed il basso legano il tutto, la voce di Alice si eleva nei suoi toni, toccando le corde delle nostre anime…
E poi… Poi arrivano le prime note amate di Il sole nella pioggia, ritrovo sonorità di un tempo, ritrovo me stesso negli anni, guardare Alice ‘danzare’ mentre canta questo brano e’ un incanto dell’anima, un incanto che si ripete, mi ipnotizza, da sempre, rimango davvero incantato ad osservarla dietro la lente della mia Nikon
Il cielo, delicatissima interpretazione, evocativa, a tratti struggente, chiude il concerto.
Ma Carla viene richiamata da applausi continui. Ed eccola tornare sul palco insieme ai musicisti.
Qualcuno chiede Come un sigillo e lei, sorridendo intona Ponimi come un sigillo sul tuo cuore… Poi si ferma e dice ‘e invece vi dovete sorbire questa’… Dammi la mano amore… Ricordi riaffiorano in me… Bellissima come sempre…
Il vento caldo dell’estate… La chitarra elettrica introduce la batteria ed il basso, qui sento i musicisti più a loro agio, li sento. La canzone e’ meravigliosa , la voce di Alice brillante, pulita, possente nel ritornello, unica.
Il finale di questo pezzo e’ senza parole. Emozione allo stato puro.
Alice saluta e di nuovo sparisce dietro le quinte, ma il pubblico non è ancora sazio… A gran voce la richiamiamo, lei torna ancora è ci saluta con una Per Elisa meravigliosa. Posso solo dire evviva il basso e la chitarra elettrica, e l’acustica, e la batteria!
Grazie Carla!

Foto di Cristina e Flavio

Foto di Flavio Francescangeli

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Foto di Cristina Paesani

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Foto di Cristina Paesani

6 pensieri su “29 Novembre, Data Zero a Correggio… Che il Sogno abbia inizio…

  1. Che le emozioni possano colmare gli occhi lucidi…che il palpito possa risuonare dentro voi come scossa di vita…che tutto attorno a voi possa splendere di sorrisi, alla faccia del tempo inclemente…in due poetiche parole…ve possino ammazzà, disgraziati!!! ; )
    Fate buon viaggio…e che la forza sia con voi!

    P.S. Un abbraccio a Carla, visto che di darglielo di persona non se ne parla neanche questa volta!

  2. a leggere che alle 15,45 eravate fuori dal teatro…ho ricordato i bei vecchi tempi….
    godetevi il concerto, la compagnia e tutto il resto 🙂

  3. Ciao, è da prima dell’alba che siete in cammino. Questa è per voi una giornata ed una serata memorabile. Con il pensiero, ci siamo tutti. Un abbraccio e sei forte Carla!!!

  4. Bellissimo commento, meravigliose le fotografie. Nikon prodigiosa! Carla, sempre grande, da brividi. Con il tuo racconto e le tue immagini, pensavo di esserci anch’io, in teatro. Mi sembrava di sentire la voce sua e la musica del gruppo. Hai fermato gli attimi, delle canzoni. Merito di Cristina e del forum. Ciao, alla prox.

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