Aggiornamenti: INCONTRI alla FNAC e Date del TOUR confermate:

INCONTRI alla FNAC

VERONA 25/9 ore 18 – Giornalista: Enrico De Angelis
TORINO CENTRO 26/9 ore 18 – Giornalista: Massimo Milano
MILANO 27/9 ore 18 – Giornalista: Enzo Gentile
FIRENZE 29/9 ore 16 – Giornalista: Fausto Pirito

Date del TOUR confermate:

30 novembre Forlì, Teatro D.Fabbri
8 dicembre Rimini, Teatro Novelli
10 dicembre Verona, Teatro Ristori
11 dicembre Milano, Teatro Dal Verme
13 dicembre Firenze, Teatro Puccini
14 dicembre Como, Teatro Sociale
11 gennaio 2013 Sant’Agata Bolognese, Teatro Bibiena
12 gennaio 2013 Padova, Gran Teatro Geox
24 gennaio 2013 Roma, Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica

Alice: «Nuove canzoni per alzare lo sguardo»

Andrea Pedrinelli, Avvenire.it

«Volevo canzoni di un certo tipo. Perché mi sembra che non ascoltiamo, non guardiamo, siamo troppo concentrati su noi stessi: quando invece aprirsi può far persino scoprire che molto, fuori da noi, è meglio di come lo vorremmo. E sono tornata a fare un disco per questo, da interprete, da strumento di parole che spronino a unire e non separare, ad accogliere, a tornare a donarci l’un l’altro». È molto chiara, Alice, quando racconta il complesso – e però magnifico – Samsara, album (in uscita il 18 settembre) del suo ritorno ai dischi dopo ben 14 anni spesi certo nella musica, ma fra progetti antologici, live o di ricerca originali sì, e però senza inediti. Samsara è sanscrito, dice il fluire della vita e la vita è al centro del ragionamento che l’album porta avanti: fra begli originali di Battiato e Tiziano Ferro, l’esemplarità di Giovanna D’Arco e la messa in musica di Rimbaud o Verlaine, la poesia di Totò ’A cchiù bella riletta su note composte da Giuni Russo e le intuizioni della stessa Alice, suoni “avanti” e la “vecchia” conferma di un’artista per la quale il dire qualcosa conta più che struggersi su quanto, questo qualcosa, venderà.

Quattordici anni sono tanti. Quanti progetti non hanno visto la luce prima che nascesse questo?

In realtà nessuno. Sono dell’idea che pubblicare inediti debba legarsi all’urgenza di condividere qualcosa, non soltanto allo “stare sul mercato”.

E non ha mai pensato che il suo cammino di live nelle chiese o ricerca ormai fosse lontano da normali cd?

No, allora credevo di poter dare qualcosa al pubblico così ed oggi mi sento di tornare alla radice di interprete che può farsi strumento di diversi momenti di vita. Per questo ho scelto tanti autori, e qualche cover, in un lavoro di oltre due anni. Perché nessuno di noi vede tutto, e credo oggi serva, arricchisca far conoscere prospettive diverse.

Certo fra Giovanna D’Arco e il brano di Battiato, che pare quasi fatalista, c’è una bella differenza…

In realtà Eri con me è una canzone mistica, tipica di una ricerca di Franco. Mentre Giovanna D’Arco è l’emblema del sacrificio per un amore inteso come dare e non come avere. Ma un filo rosso c’è: è la vita, quei temi dell’esistenza che vivono tutti.

Sicura? «Un mondo a parte», forse la vetta del disco, parla di un amarsi totale, che oggi pare svilito…

Io credo si viva ancora l’amore dono e rispetto, ma se ne parla poco, vero: per questo nasce il brano.

E «Sui giardini del mondo»? “Insegnami a guardare”, “Aiutami ad agire”… Pare etica, ben oltre la coppia.

Esattamente. Volevo proprio dire che dobbiamo aprirci anche oltre la coppia. L’ho appreso io per prima. Sono un’introversa, la musica è stata la mia possibilità di capirmi e confrontarmi fuori di me.

In tour (già fissate date a Milano l’11 dicembre e Roma il 24 gennaio) renderà percorso dal vivo questa riflessione sulla vita o si concederà «Per Elisa»?

Tutte e due. Pure il passato remoto fa parte di me, sa? E mi diverto anch’io a rileggerlo.

A proposito di passato: lei ha avuto il coraggio di smettere, di cambiare, di uscire dall’industria tanto che questo disco se lo produce da sola. Ai giovani che i talent ingabbiano dietro maschere che direbbe?

Che la libertà la si impara. Certo trovo pericolosi i format della musica in tv: per come sono gestiti, in altro modo potrebbero anche aiutare. Ma vedrà che chi vale capirà da solo cosa vuole. Io andai a Sanremo a 17 anni, vidi cos’era davvero qualcosa che credevo sacro, cantai cose che non mi appartenevano… e smisi: pur avendo un contratto. Ma questo mi forgiò, mi fece capire chi ero e cosa volevo. E senza quell’esperienza, non sarei certo ancora qui.

Alice: al successo preferisco la musica

“Samsara”, un album di inediti dopo 14 anni , tra gli autori Battiato e Ferro

MARINELLA VENEGONI, La Stampa

MILANO

Photo credit: Roberta Krasnig

Alice. Musa corrucciata, voce tenebrosa. Romagnola chic e un po’ algida, ossimoro della Pausini per capirci. Interprete mirabile di bellissime cose di Franco Battiato fra gli ‘80 e i ‘90 e alchimista accurata di presenze e assenze, torna a 58 anni con un album di inediti da rimarcare, essendo il primo dopo ben 14 anni passati fra cover (di riguardo) e live. 14 anni non facili per chi ami coltivare la canzone di qualità, ed è una scommessa questo Samsara , titolo in sanscrito (il flusso incessante della vita) 13 canzoni che mescolano storia, rimandi poetici, misticismo, omaggi, confessioni d’autore: lei stessa 2 volte nel ruolo di autrice, con poi l’aiuto soprattutto di Mino De Martino (ricordate i Giganti?) che asseconda ispirazioni a Rimbaud e Verlaine; e Battiato che le regala Eri con me , di misticismo minimalista e impervio; e Tiziano Ferro, autore più battiatesco di Battiato in Nata Ieri e guizzante invece in Cambio casa scritta con Michele Canova; e una cover dei Califfi. Tinte scure e teatralità sono notevoli, a volte fin troppo ambiziose. Interprete di razza, Alice punta alto anche quando rende omaggio a due grandi Assenti come Lucio Dalla ( Il cielo ) e Giuni Russo (’ A cchiù bella , testo di Totò, musica di Giuni).

Un lavoro da riascoltare per innamorarsene con calma. Alice sta preparando un tour teatrale per l’autunno, poi fughe in Germania e Nord Europa dov’è assai apprezzata. «Ho sempre fatto molti concerti. E’ una scelta degli ‘80, dopo la vittoria a Sanremo nell’81 con Per Elisa di Battiato: mi volevano in America e in tour per 3 anni, ho detto di no. Nell’84 avrei mollato tutto, poi la vita mi ha messa nelle condizioni di continuare. Ho spostato il timone da un’altra parte e seguito le mie inclinazioni: grazie alla canzone più popolare sono ancora qui, ma ho capito ciò che per me contava». Certo, 14 anni senza inediti sono lunghi, se tutti facessero così saremmo meno intasati ma anche meno stropicciati, nel repertorio italiano… «Ho fatto una ricerca con dedizione. Si è perso di vista il perché si faccia musica e il suo senso, che va al di là del linguaggio: da un certo punto in avanti tutto è stato finalizzato ai numeri, io ho preso le distanze ma ogni scelta comporta una rinuncia. Il desiderio di successo legato al potere è il fine della nostra società, ci fa dimenticare tutto. L’umanità si è mossa così, e la musica pure va da quella parte. Avere qualcuno che spezza queste catene è una cosa importante: molti vanno in questa direzione ma ancora non si vede».

Racconta di aver chiesto a Battiato un pezzo mistico, ascoltando L’ombra della Luce. Parla dell’«immediatezza straordinaria» di Ferro, che contraccambia: «Alice è un emblema di stile e integrità, fa musica come si dovrebbe: segue l’istinto e la passione, asseconda i propri tempi e la propria sensibilità». Una tipa bella tosta, ecco.


13/09/2012