La ragazza con l’orecchino di perla 19/20 gennaio 2014

9.45
Senza imprevisti non sarebbe uno dei nostri soliti viaggi che ci portano da Carla 😉
La mia mitica C1 ha una lampadina fulminata e a chi rivolgermi se non al mio benzinaio di fiducia? In realtà non è proprio lui, ma in genere tutti i bravi benzinai sono in grado di cambiare una lampadina (penso) e nemmeno mi sfiora la possibiltà che qualcuno non ne sia capace…
Ecco, questa era la premessa…
L’omino, in realtà un giovane sui 30 anni, parte in quarta e tenta (e sottolineo tenta) di smontare del tutto il faro che accoglie la povera fulminata… Dall’abitacolo lo guardo atterrita mentre toglie tutte le viti tranne l’ultima che proprio non riesce a svitare… Intanto i minuti scorrono, Flavio mi aspetta… Dopo mezz’ora l’omino/giovane desiste, riavvita tutto ed io, sconsolata, riparto…
A questo punto, una sosta in pasticceria ci vuole proprio… Sostituiremo più tardi la lampadina…

13.00
Il nostro simpatico navigatore con la sua chiara voce femminile ci ha appena avvisati che esiste un percorso più veloce di quello che abbiamo impostato… Ed ha autonomamente deciso di cambiarlo… Ma un sacchetto di affari suoi… no? 🙂

18.45
Siamo davanti al teatro al freddo. Ci hanno spiegato il complicato meccanismo attraverso il quale consegneranno i biglietti, ma ho capito solo che se all’ora della consegna – e non un secondo più tardi – non saremo qui con la nostra mail di prenotazione potremo anche piangere in cinese…. rimarremo fuori. E quindi siamo qui e aspettiamo… io seduta su un gelido scalino che mi sta letteralmente anestetizzando le zone che ci appoggiano sopra. Ma va bene anche così 🙂

21 gennaio, tornando verso casa
Ci rimettiamo in viaggio dopo due giorni molto belli, portando con noi le nuove sensazioni regalateci dalle due serate a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere.
Lo spettacolo è la sintesi dell’Arte nella sua interezza, un perfetto connubio di pittura, musica e poesia che accompagna lo spettatore lungo un percorso a lui forse sconosciuto, fatto soprattutto di sensazioni, non di fatti, di immagini destate dalle parole del pittore (Vermeer) in un immaginario viaggio, tra passato e futuro, in una realtà irreale e sospesa, disegnata da pennellate di luce nelle ombre che rivelano invece di nascondere; sulla trama intessuta dalla musica di Battiato si muovono le voci della protagonista nel primo dialogo tra le due età della ragazza con l’orecchino, un prima e un dopo che si annullano nel tempo dell’esistenza.
Carla e Francesca Michielin bene si immedesimano in questo ruolo e le loro voci si rispondono in un tempo che annulla il distacco tra passato e presente, l’una si rispecchia nel volto vissuto dell’altra, la voce dell’una trova nell’altra la sé stessa di prima.
I due brani cantati insieme a Franco Battiato sono la perfetta sintesi del rapporto tra l’artista pittore e la sua creatura. La musica di Battiato è una perla che valorizza i già splendidi testi di Goldin e nella nostra interpretazione il contrasto tra gli abiti scuri di Battiato e il vestito chiaro di Carla rimanda al gioco di luci e ombre che costituisce il leit motiv dello spettacolo. Ci piace pensare che rappresenti l’artista pittore la cui anima, apparentemente immersa nell’oscurità, vive nella luce propria della sua opera più bella.
La forte presenza scenica di Carla, sottolineata dall’abito creato appositamente, si addice in modo magnifico al ruolo della protagonista; la figura bianca appare e scompare nello svolgersi dell’atto unico emergendo dall’ombra delle quinte per poi rientrarvi, così come nei dipinti mostrati nel prologo da Marco Goldin le luci accendono le quiete ombre di volti, boschi, interni di chiese immaginate.
Di grande impatto emotivo il telo velato posto in alcuni momenti davanti alla scena; su di esso vengono proiettate immagini parallele, che richiamano i quadri della mostra introdotta dallo spettacolo, mentre la realtà scenica continua a scorrere oltre il velo che non nasconde ma mostra, non divide spazi ma li unisce nell’unicità del tempo.

Dopo lo spettacolo ci troviamo davanti ad una pizza per un pasto veloce, l’idea è quella di ripartire subito ma abbiamo lasciato la C1 in un parcheggio che chiude alle una di notte, ce la faremo? Il panico mi assale e metto l’orologio da polso sul tavolo per controllare l’inesorabile scorrere del tempo in attesa delle pizze che non arrivano…
Alla fine come sempre è Marina che ci tira fuori dai guai. Insieme a Davide va a recuperare la nostra auto ma… C’è un ma… C’è sempre un ma in queste situazioni… Ho dimenticato di dare il tagliando del parcheggio a Marina che di lì a breve si troverà a discutere col parcheggiatore che la prende per una ladra di auto di piccola cilindrata 😉 ma Marina risolve sempre tutto e dopo aver firmato (non col sangue) una dichiarazione in cui giura di non essere una ladra ma solo una maestra del problem solving recupera la piccola C1 e noi possiamo ripartire 🙂

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GIRL WITH A PEARL EARRING – 19/20 JANUARY 2014

Translation by Davide Andreis

9:45 AM   Without hitches it wouldn’t be one of our usual trips that leads us to Carla 😉
My mythical C1 has got a blown-out light bulb and who do I turn to? My reliable gas station guy, of course! Actually I guess that all good gas stations workers can replace a light bulb and I don’t even think that maybe someone can’t…

Behold! This was the premiss…

The guy, actually a young man in his thirties, hits the ground running and tries (and I emphasize tries) to completely disassemble the housing in where the poor thing lies… From inside the car, terrified, I look at him while he removes all the screws except the very last one that he just can’t unscrew… Meanwhile, time goes by fast, Flavio is waiting for me… After half an hour the young guy gives up, retightens everything and I, in misery, leave the gas station…  At this point, a stop at the bakery is definitely a must … we’ll replace the bulb later on…

1:00 PM  Our friendly navigator with its clear female voice has just advised us that there is a faster route than what we set… And it has independently decided to change it… Minding its own business?!? Out of the question?!? 🙂

6:45 PM   We are outside the theater in the cold. They explained the complicated mechanism by which they’ll let us in, and I realized that only if at the time of delivery – and not a second later – we are not here with our booking confirmation print-out, we could even cry a river but we’d stay out. And so here we stand waiting…   I am sitting on an icy step which is literally numbing the areas I sit on. But that’s OK  🙂

JAN. 21, returning home   We resume our journey after two very nice days, carrying over new sensations given to us by the two evenings we had the good fortune to attend.

The show is a synthesis of Art in its whole, a perfect blend of painting, music and poetry that takes the audience along a perhaps unknown path, made ​​up mostly of feelings, not facts, and images aroused by the words of the painter (Vermeer) in an imaginary journey between past and future, in an unreal and suspended reality, designed by brushstrokes of light in the shadows that reveal rather than hiding. On the plot, woven by the music of Battiato, the two voices of the same protagonist move around, in the first dialogue between the two ages of the girl with the earring, a before and after that voids each other in time of existence.

Carla and Francesca Michielin well identify themselves in this role and their voices speak to each other in a time that voids the gap between past and present, one is reflected in the experience of the other, the voice of the one found in the other herself of the past.

The two songs sung with Franco Battiato are the perfect synthesis of the relationship between the artist painter and his creature. The music of Battiato is a gem that enhances the beautiful texts of Goldin and to us, the contrast between Battiato’s dark clothes Carla’s pale dress, makes us think of the game of light and shadow, which is the leitmotif of the show. We like to believe that it represents the artist painter, whose soul, apparently plunged into darkness, lives up in the light of his finest work.

Carla’s strong stage presence, emphasized by her dress, specially made for this event, suits magnificently to the role of the protagonist, a white figure appears and disappears in the unfolding of a single act emerging from the shadow of the backstage, to go back to the dark again, like in the paintings shown in the prologue by Marco Goldin, lights illuminate the quiet shadows of faces, woods and church interiors.

The veil lowered in some occasions in front of the stage is of great emotional impact; on it are projected parallel images that recall the paintings of the exhibition introduced by this show, while the staged reality continues to flow behind the veil that hides but at the same time shows, doesn’t divide spaces but instead unites them in the uniqueness of time

After the show we head for a pizza for a quick meal; our intention is to leave immediately, but we parked the C1 in a parking lot that closes at one AM: will we make it? The panic takes me and I lay the watch on the table to control the inexorable passage of time, waiting for the pizzas…

At the end , as always, is Marina that pulls us out of trouble. Along with Davide, she leaves the pizzeria to retrieve our car but… There’s always a but in these situations… I forgot to give her the parking ticket and shortly thereafter she will have to start a discussion with the valet, who thinks she’s a thief of small cars 😉  but Marina always sorts out every problem, and after signing (not by blood ) a statement in which she swears that not only she is not a thief but a Mistress problem solver, she recovers the small C1 and we can then start our return trip  🙂