Alice ospite di Franco Battiato a Firenze e Verona

Qui il link al sito di Alice, con la notizia della sua partecipazione ai concerti con l’esecuzione di un nuovo brano che verrà registrato.

Notizia ufficiale di oggi (fonte adnkronos) è la partecipazione di Alice ai concerti che Battiato terrà insieme ad Antony and the Johnsons a Firenze il 31 agosto presso il Mandela Forum ed il 2 settembre all’Arena di Verona. Due concerti davvero imperdibili nei quali gli artisti saranno accompagnati dalla Filarmonica Arturo Toscanini e dai rispettivi musicisti. “Roma, 23 ago. (Adnkronos) – Due artisti straordinari per due serate uniche: il 31 agosto al Mandela Forum di Firenze e il 2 settembre all’Arena di Verona. Lo spettacolo vedra’ l’avvicendarsi dei concerti di Franco Battiato e di Antony and the Johnsons dove ciascun artista proporra’ il suo repertorio. Confermata la partecipazione di Alice come ospite in entrambe le date: la raffinata artista si esibira’ cantando alcuni brani con Battiato. Battiato e Antony and the Johnsons hanno in passato collaborato nel duetto ”Del suo veloce volo” contenuto nell’album ‘Fleurs 2′ (2008), adattamento in italiano di Battiato-Sgalambro del brano originale di Antony and the Johnsons ”Frankestein”. Le due performance saranno accompagnate sul palco dalla Filarmonica Arturo Toscanini. Costituita nel 2002, e’ il punto d’eccellenza dell’attivita’ produttiva della Fondazione Arturo Toscanini, maturata sul piano artistico nella piu’ che trentennale esperienza dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna e nell’antica tradizione musicale che affonda le proprie radici storiche nell’Orchestra Ducale riordinata a Parma da Niccolo’ Paganini. Per Antony and the Johnsons: al pianoforte Thomas Bartlett, mentre la direzione d’orchestra e’ di Rob Moose. Per Franco Battiato: al pianoforte e direzione d’orchestra Carlo Guaitoli . Sul palco anche Angelo Privitera, tastiere e programmazione, e poi Davide Ferrario, chitarra Simon Tong, chitarra, Andrea Torresani al basso e Giordano Colombo, batteria.” adnkronos

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ALICE TO PERFORM AS FRANCO BATTIATO’S GUEST IN FLORENCE AND VERONA

Translation by Davide Andreis

The official news today (source: Adnkronos) is the participation of Alice in the concerts that Battiato will give along with Antony and the Johnsons in Florence, at the Mandela Forum on August 31, and at the Verona Arena on September 2. Two truly unmissable concerts in which the artists will be accompanied by the Arturo Toscanini Philarmonic Orchesta and by their respective musicians.

“Rome, August 23 (Adnkronos) – Two extraordinary artists for two unique evenings:
August 31 at the Mandela Forum in Florence and September 2 at the Verona Arena.
The show will see the alternation of concerts by Franco Battiato and Antony and the Johnsons, where each artist will propose his repertoire.
The participation of Alice as a guest is confirmed on both dates: the sophisticated artist will perform some songs with Battiato.
Battiato and Antony and the Johnsons have worked in the past in the duet “Del Suo Veloce Volo” from the album ‘Fleurs 2’ (2008), an adaptation in Italian by Battiato-Sgalambro of “Frankenstein”, the original song by Antony and the Johnsons.

The two performances will be accompanied on stage by the Arturo Toscanini Philarmonic Orchestra. Established in 2002, it’s ‘the point of excellence of the Arturo Toscanini Foundation production, gained in the arts in more than thirty years experience of the Orchestra Regionale Emilia Romagna and in ancient musical tradition that has its roots in the historical Orchestra Ducale of Parma, reorganized by Niccolo Paganini.
For Antony and the Johnsons: Thomas Bartlett on piano, Rob Moose as Conductor.
For Franco Battiato: Carlo Guaitoli on piano and conducting. Also on stage Angelo Privitera, keyboards and programming, and then Davide Ferrario on guitar, Simon Tong on guitar, Andrea Torresani on bass and Giordano Colombo on drums. ”
Adnkronos

Alice e Battiato in concerto a Latina il 30 luglio 2013 – di Augusto Cinelli

Abbiamo ricevuto e molto volentieri pubblichiamo questa recensione del concerto, scritta con grande intelligenza e imparzialità da Augusto Cinelli. Grazie Augusto! 

 

Un maestro indiscusso e una grande artista cha sa incantare con la sua classe. Franco Battiato e Alice, a distanza di 33 anni dal loro primo incontro artistico che segnò l’inizio del successo di Carla Bissi (questo il vero nome dell’artista forlivese, che proprio in quell’anno cambiò il suo nome d’arte di Alice Visconti semplicemente in Alice) si son ritrovati ieri sera, martedì 30 luglio 2013, meravigliosamente insieme sul palco dell’Arena Grandi Eventi dell’Expo di Latina, per un doppio concerto che ha avuto il sapore dell’evento unico e molto probabilmente irripetibile.

La bellissima serata di Latina, circa tre ore di spettacolo, compreso ovviamente l’esibizione dei due insieme, che a dire il vero si sarebbe voluta più prolungata, è stata propiziata dal recente contemporaneo ritorno sulle scene discografiche e in tour del cantautore siciliano e dell’artista di Forlì. Nell’autunno del 2012 Battiato ha pubblicato il sorprendente “Apriti Sesamo” che ha ottenuto un rilevante successo di vendite, cui ha fatto seguire il fortunato omonimo tour teatrale che ha compreso quattro serate “sold out” all’Auditorium della Conciliazione di Roma. Alice, da parte sua, è tornata in settembre con un lavoro di inediti dopo 14 anni dall’ultimo (“Exit” del ’98, cui però la talentuosa interprete, compositrice e musicista ha fatto seguire numerosi concerti in contesti originali e alcuni cd tra rivisitazioni, antologie,  ricerca del sacro nella musica e un live). In “Samsara”, questo il titolo del nuovo interessante lavoro, portato nei teatri l’inverno scorso, Alice ha cantato brani scritti per lei da Tiziano Ferro, Mino di Martino e lo stesso Battiato, non rinunciando a qualcosa di suo e all’omaggio a due grandi artisti scomparsi, come Lucio Dalla e Giuni Russo.

Il concerto di Latina ha offerto dunque ad un pubblico entusiasta e particolarmenteincuriosito da un’accoppiata intrigante, un assaggio di entrambi i tour, decurtati, per ovvie ragione di tempo, di alcuni passaggi nella scaletta dei concerti teatrali, oltre che, purtroppo, degli interessanti video proiettati nelle serate al chiuso. E la ciliegina sulla torta è venuta naturalmente dal momento dello spettacolo in cui i due sono salitiassieme sul palco per reinterpretare alcuni grandi successi “di coppia” degli Anni Ottanta. Proprio gli anni in cui, come detto, Battiato e Alice scalarono le classifiche dei dischi più venduti in Italia e in buon parte dell’Europa. Per Battiato la scintilla col pubblico scoccò con gli album L’era del cinghiale bianco, per la precisione pubblicato nel ’79, e Patriots per dilagare però con “La voce del padrone”, primo album  a vendere in Italia, tra 1981 e 1982, oltre un milione di copie. Negli stessi anni arriva la sorpresa Alice, insieme alla quale, con l’ausilio del sodale Giusto Pio,  Battiato confeziona prima l’album Caponord, trainato dal singolo Il vento caldo dell’estate, e poi, nell’81, il brano Per Elisa che a sorpresa vince l’edizione di quell’anno del Festival di Sanremo. Da lì altre fortunate collaborazioni, con l’apice de I treni di Tozeur, brano col quale la coppia Alice-Battiato raccoglie un lusinghiero piazzamento alla manifestazione dell’Eurofestival del 1984, ospitata per quell’edizione in Lussemburgo e, a seguire, un crescente successo di vendite e pubblico in più parti d’Europa.

Anche se non si sono mai del tutto divise, le strade artistiche dei due hanno preso poi direzioni diverse, con l’eclettico e originale percorso di Battiato tra capolavori di musica pop, incursioni nell’opera lirica e nella regia cinematografica e con la svoltamusicale einterpretativa di Alice, che subito dopo il lavoro Gioielli rubati dell’85, interamente dedicato all’interpretazione di brani di Battiato, con il sorprendente Park Hotel del 1986, forse la sua opera nel complesso migliore, intraprende una traiettoria del tutto personale, grazie alla collaborazione con Francesco Messina e nomi prestigiosi del panorama musicale internazionale come Tony Levin, Jerry Marotta e Phil Manzanera. E se le porte delle classifiche si sarebbero tornate a riaprirsi per lei soprattutto nell’89 con il sofisticato Il sole nella pioggia, la produzione musicale di Alice, pur uscendo dai più scontati e redditizi circuiti commerciali, non ha per questo perso smalto negli ultimi due decenni. Anzi, si è andata dispiegando su terreni originali, coraggiosi, lontani dal grande pubblico ma con esiti di rara qualità, rivelati soprattutto in esibizioni dal vivo, finanche, in qualche frangente, in chiese e cattedralidello stivale.

Dopo tutti questi anni, a vederli insieme, il maestro Franco Battiato da Riposto (Catania), 68 anni portati con leggerezza e con immutata voglia di divertirsi, e la elegantissima Carla Bissi, in arte Alice, 59 anni che non glieli daresti neanche per scherzo, sorriso incantevole, voce –e capelli- meravigliosi come una volta, si ha l’impressione che il tempo si sia fermato, oltre alla certezza che, trent’anni dopo, “la classe non è acqua”. E se Battiato conferma la naturale capacità di stregare il pubblico, la vera perla della serata risulta proprio l’esibizione di Alice, che canta  (e suona a volte il piano) magnificamente, alterna i toni bassi della sua voceemozionante a sempre invidiabili voli e interpreta i suoi brani, quasi tutti dall’ultimo“Samsara”, con uno stile unico ed elegante che riflette in fondo lo spazio che si è ritagliato nel panorama musicale italiano, supportata da musiche introspettive, intense, di atmosfera, grazie anche alla giovane e talentuosa band che l’accompagna(Marco Guarnerio alle tastiere e chitarre, Osvaldo Di Dio alle chitarre, Andrea Viti al basso e Nik Taccori alla batteria).

Dopo l’apertura del concerto, affidata a quattro brani del giovane cantante siciliano Giovanni Caccamo, prodotto da Battiato, è Alice, accolta con calore e affetto dal pubblico, che le tributa lunghi e sentiti riconoscimenti, a calcare il palco per la prima ora della serata, proponendo tra l’altro brani per niente facili, a partire da Autunno già, in cui mette in musica testi di Rimbaud e Verlaine, passando per i due brani del nuovo cd scritti da lei:  I giardini del mondo e Orientamento (che parla- come spiega lei stessa- della necessità di vedere l’altro senza i pregiudizi dei nostri schemi mentali) e la struggente Morire d’amore, ispirata a Giovanna d’Arco, in cui Alice convoca Dostoevskji e il suo “la bellezza salverà il mondo”. Ecco poi il brano «delgrande Franco Battiato», la fatalista Eri con me e Il cielo, omaggio a Lucio Dalla,tutti contenuti in Samsara. Non può mancare ovviamente il brano che ha fatto da traino all’uscita dell’album, quella Nata ieri scritta per lei «da un artista che è nato proprio qui a Latina: Tiziano Ferro». Nel mini-concerto di Alice (in tutto 14 brani) c’è spazio anche, dall’ultimo lavoro, per la bellissima Un mondo a parte, toccante inno alla totalità dell’amarsi nella vita di coppia, e, tra i vecchi brani, per Dammi la mano amore (scritta, racconta l’artista, quasi come unica possibile reazione alla sofferenza di cui fu testimone diretta, al seguito di un’associazione umanitaria di medici, nel conflitto della ex-Jugoslavia), Anìn a grìs, poesia in friulano di Maria diGleria, la stupenda Nomadi «del grande Juri Camisasca», e Il sole nella pioggia, dello stesso Camisasca, che nell’89-90 trainò in cima alle classifiche l’album omonimo . Peccato solo che Alice non riproponga, come invece aveva fatto nelle tappe invernali del tour, i successi che le diedero popolarità, come Per Elisa, Il vento caldo dell’estate e Messaggio, che, soprattutto nell’inedita serata con Battiato, erano da attendersi e che, a quanto pare, pure aveva provato prima del concerto. Così pure i fans più attenti non avrebbero rifiutato magari un altro brano Anni Ottanta del cantautore siciliano tra quelli reinterpretati da Alice nell’album Gioielli rubatidell’85, oppure, per tornare alla produzione discografica dell’artista di Forlì, qualcosina in più dal meraviglioso album Park Hotel o un brano tra i cd più recenti. Ma tant’è: la formula del doppio concerto non consentiva certo di spaziare oltre, anche se il pubblico, quando Alice annuncia che sta chiudendo la sua personale esibizione, manifesta il suo dispiacere. Sì, perché, come detto, se il vastissimo pubblico che segue Franco Battiato dal vivo ha potuto godere negli ultimi anni di più esibizioni del maestro, chi apprezza Alice, e l’ha magari seguita con fedeltà e ammirazione anche nei due decenni del suo percorso più appartato, non vorrebbe staccarsi troppo presto dall’emozione e la magia di ascoltarne la voce, le sonorità rarefatte e intimiste, i testi mai banali in cui vita, poesia, amore e dolore si rincorrono e fanno riflettere.

Quando tocca a Battiato salire sul palco con la sua band più nutrita (oltre a Carlo Guaitoli al piano, Angelo Privitera alle tastiere, lo scatenato Davide Ferrario alle chitarre, Andrea Torresani al basso e Giordano Colombo alla batteria ci sono anche gli archi del Nuovo Quartetto Italiano) il pubblico è subito catturato dalle prime battute, quando l’artista catanese, che non rinuncia neanche in piena estate a sedersi sul suo inseparabile tappeto persiano, presenta uno dopo l’altro quattro episodi di spessore del suo ultimo Apriti Sesamo, a partire dalla bellissima Un irresistibile richiamo, che contiene nel ritornello una citazione di santa Teresa d’Avila, passandoper Quand’ero giovane, brano spiccatamente autobiografico in cui Battiato canta che “vivere è un dono che ci ha fatto il cielo”, quindi Passacaglia, orecchiabile e provocatoria, ispirata ad un componimento di un sacerdote del Seicento, e La polvere del branco, spietata analisi della fraintesa idea di libertà della società moderna. Per il tempo che canta da solo, Battiato, tra una battuta e l’altra con il pubblico, scompiglia le attese, come è suo solito, inserendo nella scaletta, anche a dispetto delle scelte del tour invernale, brani straordinari del suo ormai più che trentennale repertorio, come Il re del mondo (che “ci tiene prigioniero il cuore”…) e Un’altra vita, in cui già all’inizio degli Anni Ottanta cantava l’inevitabile alienazione causata dallo stress e dal rumore della vita frenetica delle città. Prima dell’incontro con Alice, c’è ancora tempo per il capolavoro La stagione dell’amore ed altre due sorprese, tratte dal primo dei tre album di Fleurs nei quali Battiato ha riletto grandi successi degli Anni Sessanta e Settanta e che lui stesso presenta come brani composti da due grandi musicisti : si tratta della Canzone dell’amore perduto di Fabrizio De Andrè e Lacanzone dei vecchi amanti di Jacques Brel.

A metà della sua esibizione il maestro richiama sulla scena Alice per il momentosicuramente più inedito e accattivante della serata. E subito un divertito Battiato ne approfitta per spiegare con calma al pubblico i retroscena del loro approdo a quell’Eurofestival del 1984 in Lussemburgo che decretò il successo della coppia conI treni di Tozeur. Si ride di gusto ascoltando il racconto, da cui si viene a sapere come una esibizione all’inizio voluta fortemente solo dai discografici ed accettata da Battiato un po’ controvoglia, portò i due artisti ad un grosso successo sul podio della competizione canora e nelle vendite in Europa. Alice ascolta divertita e senza giri di parole prende posto al piano per dare il via al primo brano cantato con l’amico Franco, quella Prospettiva Nevski che resta uno dei componimenti più belli della musica pop in stile Battiato. Grande interpretazione di entrambi, con la voce di Alice che tocca senza problemi toni maestosi. Ecco quindi, naturalmente, I treni di Tozeur, stupendo brano tra ricordi, malinconia e paesaggi tunisini, mentre sembra sentirli passare davvero i treni dei “villaggi di frontiera”. Il duetto si chiude (troppo presto, però!!), con un terzo episodio che Battiato definisce con la sua consueta schiettezza “uno di quelli così così”, la ritmica Chanson egocentrique. Chi ascolta e ricorda bene gli anni di quelle canzoni, non può che sentire la grata ammirazione per i due artisti che con quei brani hanno regalato momenti di bellezza musicale indimenticabili…

Pubblico in delirio ma con Alice che torna di già dietro le quinte, non prima di aver regalato al maestro Battiato un affettuosissimo abbraccio. Con la celata speranza che il duetto si ricomponga magari più tardi, si riprende ad ascoltare il solo Battiato che regala La cura, uno dei pezzi più alti della sua carriera per musicalità ed ispirazione poetica (ma perché, anche questo, non cantato con Alice che ne aveva già propostouna sublime interpretazione nei concerti di alcuni anni fa, entrata poi nell’album liveLungo la strada del 2009?…). A seguire la sorpresa di Tutto l’universo obbedisce all’amore, che il musicista catanese incise assieme alla voce di Carmen Consoli in apertura di Fleurs 2. E dopo la magnifica E ti vengo a cercare, in cui si canta la necessità di “cercare l’Uno al di sopra del bene del male”, si scatena come ovvio la festa soprattutto con le hit dell’album La voce del padrone (Bandiera bianca, Cuccurucucu, Centro di gravità permanente), cui si aggiungono, col pubblico ormai in piedi e tanti fans sotto il palco a danzare e cantare a squarciagola, L’era del cinghiale bianco, Voglio vederti danzare e la più recente invettiva di Inneres auge.

E’ passata la mezzanotte da un quarto d’ora quando cala il sipario sulla serata nell’accogliente location all’aperto dell’Arena Grandi Eventi dell’Expo di Latina.

Tra emozioni e grande musica si va via con la certezza di aver assistito ad un evento unico che, pur nel rammarico di non aver goduto maggiormente dell’esibizione di Alice e di qualche duetto in più, ha mandato in scena uno dei capitoli più alti ed originali degli ultimi decenni della storia della musica leggera italiana.

ALICE AND BATTIATO IN CONCERT IN LATINA ON JULY 30 – BY AUGUSTO CINELLI

Translation by Davide Andreis

We’ve received and very gladly publish this concert review, written with great intelligence and impartiality by Augusto Cinelli. Thanks Augusto!

An undisputed Master and a great artist who enchants with her class. Franco Battiato and Alice, since 33 years from their first artistic encounter which marked the beginning of the success of Carla Bissi (the real name of the artist from Forlì, who in that year changed her stage name Alice Visconti into Alice, simply), got wonderfully together on stage last night, Tuesday, July 30, 2013, at the Grandi Eventi Arena in the Latina Expo fairgrounds, for a double concert that had the flavor of a unique, and probably unrepeatable, event.

The beautiful evening of Latina, a nearly three-hour show, including of course the performance of the two together, which to be honest, could have been much longer, has been propitiated by the recent simultaneous comeback with a record and a tour of both the Sicilian singer-songwriter and the artist from Forlì. In the fall of 2012 Battiato released the amazing “Apriti Sesamo” that got a significant sales success, which was followed by the successful omonimous theater tour which recorded four “sold-out” nights at the Conciliazione Auditorium in Rome. Alice, as far as she’s concerned, has come back in September with an unpublished work after 14 years since her last (“Exit”, in ’98, which, however, the talented performer, composer and musician has backed up with numerous concerts in original contexts, and some CDs which included re-interpretations, anthologies, the search for the sacred in music, and a live record). In “Samsara”, this is the title of her new interesting work, brought up to theaters last winter, Alice sang songs written for her by Tiziano Ferro, Mino di Martino and the same Battiato, along with something of her own and her tributes to two great bereaved artists such as Lucio Dalla and Giuni Russo.

The concert of Latina therefore offered to an enthusiastic and particularly intrigued -by such a scheming pair- public a taste of both tours, sone curtailed, for obvious reason of time, songs from the theater concerts playlists, as well as, unfortunately, some interesting videos projected in the indoor evenings. And the icing on the cake came naturally from the moment of the show in which the two were both on stage to reinterpret some great “couple” hits of the eighties. Right the years in which, as mentioned, Battiato and Alice climbed the charts in Italy and a good part of Europe. For Battiato the spark with the audience flashed up with the album “L’era del Cinghiale Bianco”, actually released in ’79, and “Patriots” to explode, however, with “La Voce del Padrone “, the first album to sell in Italy, between 1981 and 1982, more than one million copies. In the same year comes the surprise Alice, with whom, and along with the help of close friend Giusto Pio, Battiato first manufactures the album “Caponord” , driven by the single “Il Vento caldo dell’Estate”, and then, in ’81, the song “Per Elisa”, which surprisingly won that year’s edition of the Sanremo Festival. From there, other successful collaborations followed, with the climax of “I Treni di Tozeur”, a song in which the duo-Battiato Alice obtains a flattering placement at the 1984 Eurofestival, event tha year hosted in Luxembourg, followed by increasing sales and audience success in most parts of Europe.

Although never completely divided, the artistic path of the two then took different directions: the original and eclectic path of Battiato, between masterpieces of pop music, forays in Opera music and film directing and the musical and interpretive breaktrough of Alice, who immediately after her ’85 work “Gioelli Rubati”, entirely dedicated to the interpretation of Battiato’s songs, with the amazing “Park Hotel” in 1986, perhaps her best record overall, takes on a very personal direction, thanks to the collaboration with Francesco Messina and prestigious names in the international music scene such as Tony Levin, Jerry Marotta and Phil Manzanera. And though the charts would then host her again in ’89 with the sophisticated “Il sole nella Pioggia”, the musical production of Alice, while getting away from the most obvious and profitable channels of commerce, has nonetheless not lost any glaze over the past two decades. Indeed, it unfolded on original and brave territories, away from the general audience and with rare quality results, revealed above all in live performances, even, at some points in time, in churches and cathedrals of the Italian peninsula.

After all these years, to see them together, Master Franco Battiato from Riposto (Catania), 68 years of joie de vivre, and elegant Carla Bissi, aka Alice, who doesn’t look her age at all, charming smile, voice-and hair- still wonderful like in the golden years, one gets the impression that time has stopped, and the certainty that, thirty years later, “class will out”. And if Battiato confirms the natural ability to enthrall the audience, the real gem of the evening is Alice’s performance, who sings (and plays the piano at times) beautifully, alternating bass tones of her emotional voice in always enviable performances, and she interprets her songs, almost all of the last “Samsara”, with a unique and elegant style that reflects the space that she has gained in the Italian music scene, supported by introspective, intense and atmosphere music, thanks to the young and talented band that accompanies her (Marco Guarnerio on keyboards and guitars, Osvaldo Di Dio on guitars, Andrea Viti on bass and Nik Taccori on drums).

After the opening of the concert, carried out by four songs of the young Sicilian singer Giovanni Caccamo, produced by Battiato, comes Alice, greeted with warmth and affection by the audience, that bestows on her long, heartfelt acknowledgments; she takes the stage for the first hour of the evening, performing, by the way, not-so-easy songs , such as “Autunno Già”, in which texts by Rimbaud and Verlaine are set to music, and the two tracks of the new album written by her: “Sui giardini del mondo” and ” Orientation” (which narrates -as she explains herself- the need to envision each other without the prejudices of our thought patterns) and the yearning “Morire d’Amore”, dedicated to Joan of Arc, in which Alice summons Dostoyevsky and his “beauty will save the world “. Then there’s the song “of the great Franco Battiato,” the fatalist “Eri con Me”and “Il cielo”, a tribute to Lucio Dalla, all included in “Samsara”. The hit single of the album cannot be missing, that “Nata Ieri” written for her “by an artist who was born right here in Latina: Tiziano Ferro”. In the mini-concert of Alice (all in all 14 tracks) there is also room, from her last work, for the wonderful “Un Mondo a Parte”, touching ode to loving each other in the life as a couple, and, among the old songs, “Dammi la Mano Amore” (written, says the artist, almost as the only possible reaction to the suffering of which she was a direct witness, in the wake of a humanitarian association of doctors in the former Yugoslavia’s war), “Anin a Gris”, a poem in the Friulan dialect by Maria di Gleria, the beautiful “Nomadi” “by the great Juri Camisasca”, Il Sole nella Pioggia”, by the same Camisasca, song which, in ’89-’90, hauled the album to the top charts positions. It’s a shame that Alice did not perform, as had done in the winter stages of the tour, the hits that made her popular, such as “Per Elisa”, “Il Vento Caldo dell’Estate” and “Messaggio”, which, especially in the exclusive concert with Battiato, could be well expected and that, apparently, she had also rehearsed before the concert. Likewise, the more attentive fans maybe would not have disliked another song from the eighties by the Sicilian singer-songwriter, among those reinterpreted by Alice in the ’85 album “Giuoielli Rubati”, or, to mention again the record production of Alice, a bit more from the wonderful album “Park Hotel” or a song from the latest CDs. But that was it: the double concert formula did not allow to give more, even though the audience, when Alice announced that her performance was almost over, manifested its displeasure. Yes, because, as mentioned, if the huge audience that follows live Franco Battiato has enjoyed in recent years more performances of the Master, the ones who appreciate Alice, and maybe followed her with fidelity and admiration even in the two decades of her more secluded career, would not want to come off too early from the emotion and magic of her voice, the rarefied and intimate sounds, the lyrics, never dull, in which life, poetry, love and pain chase each other and make us meditate.

When it’s Battiato’s turn to go on stage with his more crowded band (in addition to Carlo Guaitoli on piano, Angelo Privitera on keyboards, the wild Davide Ferrario on guitars, Andrea Torresani on bass and Giordano Colombo on drums, there are also the strings of the Nuovo Quartetto Italiano), the audience is immediately captured from the start, when the artist from Catania, who, in summer, does not give up to sit on his inseparable Persian rug, presents one after the other four rich episodes of his last “Apriti Sesamo”, starting with the beautiful “Un Irresistibile Richiamo”, which chorus contains a quote from St. Teresa of Avila, continuing with “Quando ero GIovane”, a distinctly autobiographical song in which Battiato sings that “to live is a gift made from heaven,” then “Passacaglia”, catchy and provocative, inspired by a poem of a priest of the seventeenth century, and “La Polvere del Branco”, ruthless analysis of the mistaken idea of ​​freedom in modern society. During the time he sings alone, between a joke and another with the audience, Battiato ruffles expectations, as usual, by including in the playlist, even in spite of the choices of the winter tour, extraordinary songs of his more than thirty year- old repertoire, such as “Il Re del Mondo” (which “keeps our heart captive”…) and “Un’altra vita”, with which at the beginning of the eighties, he sang the inevitable alienation caused by the stress and noise of the busy city life. Before meeting with Alice, there is still time for the masterpiece “La Stagione dell’Amore” and two other surprises, taken from the first of three “Fleurs” albums in which Battiato has reinterpreted classics of the sixties and seventies that he himself introduces as two songs composed by two great musicians: “La Canzone dell’Amore Perduto” by Fabrizio de André and “La Canzone dei Vecchi Amanti”, by Jacques Brel.

In the middle of his performance, the Master calls Alice back on stage for the most exclusive and catching moment of the evening. And immediately an amused Battiato took the opportunity to calmly explain to the audience the backgrounds of their 1984 participation in Luxembourg to that Eurofestival which confirmed the success of the couple with “I Treni di Tozeur”. Heartily laughters come up while listening to the story, from which it is learned that this performance was, at the beginning, strongly desired only by the music-industry managers and accepted by Battiato with a bit of reluctancy; however the two artists had a big success on the festival’s stage and made a big European hit out of it. Alice listens amused and, without commenting, takes her seat at the piano to kick off the first song sung with his friend Franco, that “Prospettiva Nevski” which remains one of the most beautiful poems in the Battiato’s style of pop music. Great interpretation of both, with Alice’s voice that smoothly touches majestic tones. Then there is, of course, “I Treni di Tozeur”, a wonderful song of memories, melancholy and Tunisians landscapes, and it really seems to hear the trains of the “border villages” passing by. The duets end up (too early, though!), with a third episode that Battiato defines with his usual frankness, “one of those so-so”, the rhythmic “Chanson Egocentrique”. The audience remembers well the years of those songs and can only feel grateful admiration for the two artists who, with those songs, gave moments of unforgettable musical beauty…

The audience was worked into a frenzy and then Alice goes backstage again, not before she had affectionately hugged Master Battiato. With the hidden hope that the duo would possibly encore later, we resume listening to the Battiato only, who gives “La Cura”, one of the songs with the highest musicality and poetic inspiration of his career (why, this one too, not sang along with Alice who had already given a sublime live interpretation of it a few years before, which then was recorded in in the live album “Lungo la strada” in 2009? …). 
Then followed the surprise of “Tutto l’Universo Obbedisce all’Amore”, song wich the musician of Catania recorded with the voice of Carmen Consoli in the opening of “Fleurs 2”. And after the magnificent “E ti Vengo a Cercare”, in which he sings the need to “seek the One above good and evil”, there the party obviously begins, especially with the hits from the album “La Voce del Padrone” (Bandiera Bianca, Cuccurucucu, Centro di Gravità Permanente), and, with the audience now standing and many fans below the stage dancing and singing out loud, then follow “L’Era del Cinghiale Bianco”, “Voglio Vederti Danzare” and the most recent rant “Inneres Auge”.

It’s fifteen minutes past midnight when the curtain falls on the show in the cozy outdoor location of the Arena Grandi Eventi at the Latina Expo.

After emotions and great music we leave with the certainty of having witnessed a unique event which, with the regret of not having enjoyed most from Alice and some more duets, has set on stage one of the highest and original chapters of the last decades in the history of Italian pop music.

Augusto Cinelli