God is my DJ. I Concerti

12 Dicembre 1998 Venezia Chiesa di S.Stefano

16 Dicembre 1998 Cusano Milanino Chiesa di S.Martino e l’Immacolata

21 Dicembre 1998 Milano Chiesa di S.Marco

26 Dicembre 1998 Napoli Refettorio del Complesso di S.Lorenzo Maggiore

8 Luglio 1999 San benedetto del Tronto Piazza Bice Piacentini – Il Violino e La Selce

17 Luglio 1999 Cividale del Friuli Chiesa di S.Francesco – Mittelfest

30 Luglio 1999 Catania

31 Luglio 1999 Messina Piazza del Duomo

30 Novembre 1999 Pordenone Auditorium Concordia VIII Festival Internazionale di Musica Sacra

11 Dicembre 1999 Conversano Cattedrale – Cattedrali di Puglia

12 Dicembre 1999 Alberobello Chiesa Ss.Medici

13 Dicembre 1999 Altamura

14 Dicembre 1999 Ruvo

26 Aprile 2000 Roma Teatro Valle – Gli Angeli sopra Roma

3 Luglio 2000 Ascoli Piceno Chiostro S.Domenico – Ascoli Festival

5 Luglio 2000 Caserta Belvedere di S.Leucio

11 Luglio 2000 Pietra Ligure Basilica di San Nicolò

15 Luglio 2000 Sesto al Reghena Abbazia Benedettina di Santa Maria in Sylvis – Sestoestate 2000

18 Luglio 2000 Milano Conservatorio – Musica nei Cortili

19 Luglio 2000 Roma Foro Italico

4 Agosto 2000 Stia Piazza Tanucci -Pievi e Castelli in musica

9 Agosto 2000 Montichiari Estate Musicale del Garda

10 Agosto 2000 Rispescia Festambiente

12 Agosto 2000 Chieti P.zza S. Giustino – Donne in Jazz

2 Settembre 2000 Costigliole d’Asti Parco del Castello

22 Dicembre 2002 Brindisi Cattedrale

11 Febbraio 2003 Cosenza Duomo

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God is my DJ. Il Programma

Alice, voce e tastiere

Tastiere: Michele Fedrigotti o Alberto Tafuri
Chitarre: Marco Guarnerio
Violino: Simone D’Eusanio
Violoncello: Ines Hrelja

Gavin Bryars
Jesus’ blood never failed me yet (1971)

Jesus’ blood never failed me yet
Never failed me yet
Jesus’ blood never failed me yet
There’s one thing I know
For he loves me so…

Alice – Francesco Messina
Madre notte (1992)

Prime luci sollevano la notte
Le colline bevono il sole
Un altro giorno anche per noi
Piccole ombre sulle nuvole.

Jane Siberry
Calling all angels (1991)

A man is placed upon the steps, a baby cries
And high above you can hear the church bells start to ring
And the heaviness, the heaviness settles in
Somewhere you can hear a mother sing
Then it’s one foot then the other as you step out onto the road
How much weight? How much weight?
Then it’s how long? And how far?
And how many times before it’s too late?

Calling all angels, calling all angels
Walk me through this one
Don’t leave me alone
Calling all angels
Calling all angels
We’re tryin’ and we’re hoping
But we’re not sure how…

And every day you gaze upon the sunset
With such love and intensity
Why it’s almost as if
If you did only crack the code
You’d finally understand what this all it means
But if you could.. do you think you would
A trade in all the pain and suffering?
Ah, but then you’d miss
The beauty of the light upon this heart
And sweetness of the leaving.

Calling all angels, calling all angels
Walk me through this one
Don’t leave me alone
Calling all angels
Calling all angels
We’re tryin’
We’re hopin’
We’re hurtin’
We’re lovin’
We’re cryin’
We’re callin’

‘Cuz we’re not sure how this goes.

Florian Fricke (Popol Vuh)
Kyrie (1972)

Kyrie eleison.

Franco Battiato
L’Ombra della luce (1989)

Difendimi dalle forze contrarie
La notte nel sonno quando non sono cosciente
Quando il mio percorso si fa incerto
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai
Perché le gioie del più profondo affetto
O dei più lievi aneliti del cuore
Sono solo l’ombra della Luce
Ricordami come sono infelice
Lontano dalle tue leggi
Come non sprecare il tempo che mi rimane
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai
Perché la pace che ho sentito in certi monasteri
O la vibrante intesa di tutti i sensi in festa
Sono solo l’ombra della Luce.

Franco Battiato – Fleur Jaeggy
L’Oceano di silenzio (1988)

Un Oceano di silenzio scorre lento
Senza centro né principio
Cosa avrei visto del mondo
Senza questa luce che illumina
I miei pensieri neri
(Der Schmerz, der Stillstand der Lebens
Lassen die Zeit zu lang erscheinen)
Quanta pace trova l’anima dentro
Scorre lento il tempo di altre leggi
Di un’altra dimensione
E scendo dentro un Oceano di silenzio
Sempre in calma.

Peter Gabriel
With this love

(1989), strumentale

Gabriel Fauré
Pie Jesu (Messe de Requiem op. 48)

Pie Jesu Domine, dona eis requiem
Dona eis requiem
Jesu, pie Jesu Domine
Dona eis sempiternam requiem.

Wipo [?] XI secolo
Victimae paschali laudes

Victimae paschali laudes immolent Cristiani
Agnus redemit oves:
Christus innocens Patri reconciliavit peccatores.
Mors et vita duello conflixere mirando:
Dux vitae mortuus, regnat vivus.
Dic nobis Maria, quid vidisti in viam?
Sepulcrum Christi viventis, et gloriam vidi resurgentis:
Angelicos testes, sudarium et vestes.
Surrexit Christum spes mea:
Praecedet suos in Galilaeam.
Scimus Christum surrexisse a mortuis vere:
Tu nobis, victor Rex, miserere.

Codice CII, Crucifixio Iesu Christi Domini nostri
Mysterium Crucis

Aghios o Theos (antifona)
Aghios o Theos, Aghios ischiros,
Aghios athanatos eleison emàs.
Sanctus Deus, Sanctus fortis,
Sanctus et immortalis miserere nobis.


Codice CI, Planctus Mariae et aliorum in die Parasceven
O fratres ! Et sorores ! Ubi est spes mea ?
Ubi consolatio mea ? Ubi tota salus ?
O magister mi?
Maria Major
O dolor! Proh dolor!
Ergo quare, fili care,
Pende sita cum sis vita
Manens ante specula?
Johannes
Rex caelestis pro scelestis,
Alienas solvis poenas,
Agnus sine macula.
Maria Jacobi
Munda caro mundo cara
Cur in crucis ares ara
Pro peccatis ostia?
Johannes
Fleant materna viscera,
Mariae vulnera, materne doleo,
Quae dici soleo felix puerpera.
Maria Major
Flete fideles animae,
Flete sorores optime
Ut sint multiceps doloris
Indices planctus et lacrymae.

Eleni Karaindrou
Refugee’s Theme

Tradizionale, David Crosby arrangiamento
Orléans

Orléans, Beaugency,
Notre Dame du Cléry, Vendome.

Tradizionale ungherese
Istenem, Istenem
Istenem Istenem
Szerelmes Istenem
Hogy kell e vilàgot
Buval is eltotsem
Istenem Istenem.

Francesco Messina – Francesco Messina, Mino Di Martino
Il cielo sopra il cielo (1997)

Esclusi dalla naturale eleganza
Delle diecimila cose del mondo.
Prigionieri della reticenza
Della memoria quotidiana,
Orfani del cielo
E della vita segreta delle piante.
Perennemente sulla soglia
Del lato interno del vento,
Ascoltiamo il silenzio dell’acqua che scorre
E il suono del cedro e del cipresso
Quando l’aria smette di soffiare.
Forti del potere dei nostri limiti.
Forti del potere dei nostri limiti.

Juri Camisasca
Il sole nella pioggia (1989)

Nelle leggende dei popoli che vivono oltre gli oceani
Gli amplessi con la terra per vincerne la sterilità
E rinnovano i cicli della vita alla luce dei falò
Ma sedendo quietamente l’autunno viene da sé.
Le litanie delle donne nei villaggi dell’Indonesia
Davanti ai simboli di pietra invocano la fertilità
Ma intanto l’universo geme nelle doglie del parto
Quelli che sanno le cose non parlano.
E vedi il sole nella pioggia… il sole nella pioggia
Nelle valli dove le acque scorrono in silenzio
Le iniziative personali, i rituali non servono
Il mondo è un’ombra che cammina nel fiume del Tao
E la luna alla finestra il ladro non la porta via.
E vedi sole nella pioggia… il sole nella pioggia.
Arvo Pärt
Für Alina

(1976), strumentale

Alice
Dammi la mano amore (1995)

Riportami ai profumi dell’infanzia
Quando i cicli della vita vibravano
Continuamente in me
Quando aspettavo che il tramonto ricamasse
I suoi segreti nel mio cuore.
Dammi la mano Amore,
Dammi la mano Amore,
E dolcemente abbracciami
Per allargare i confini della percezione.
E’ un universo che si apre
E scalda l’esistenza che si libera dai sogni e dai pensieri inutili
Ed anche ciò che appare più terribile acquista la sua dimensione naturale.
Dammi la mano Amore.


Juri Camisasca
Nomadi (1986)

Nomadi che cercano gli angoli della tranquillità
Nelle nebbie del nord e nei tumulti delle civiltà
Tra i chiaroscuri e la monotonia dei giorni che passano
Camminatore che vai cercando la pace al crepuscolo
La troverai, la troverai alla fine della strada.
Lungo il transito dell’apparente dualità
La pioggia di settembre risveglia i vuoti della mia stanza
Ed i lamenti della solitudine si prolungano
Come uno straniero non sento legami di sentimento
E me ne andrò dalle città nell’attesa del risveglio.
I viandanti vanno in cerca di ospitalità
Nei villaggi assolati e nei bassifondi dell’immensità
E si addormentano sopra i guanciali della terra
Forestiero che cerchi la dimensione insondabile
La troverai, la troverai alla fine della strada.