Viaggio in Italia Tour 2018 – Avezzano 07.10.18

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Finalmente inizia la breve serie di quattro concerti di Viaggio in Italia che ci porterà anche a Varese, Milano e Forlì.
Solo un’ora e mezza di strada ci separa da Avezzano, partiamo quindi con calma ma comunque presto per non perdere istanti preziosi di questa giornata…

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Peccato che poi, parlando parlando, ci si distrae e si perde per ben tre volte l’uscita giusta… 😀
Arrivati al Teatro dei Marsi in tarda mattinata facciamo il solito giretto di ricognizione per individuare anche qualche locale dove rifocillarci durante la giornata, ma prima classici scatti al teatro

Un pranzo frugale in un centro commerciale, caffettino, giretto per Avezzano e nel primo pomeriggio siamo di nuovo nei pressi del teatro… perché è lì che le cose accadono ❤

Concerto
L’interno del teatro è molto gradevole e l’acustica è buona, gli spettatori sono per la maggior parte abbonati al programma della stagione e vediamo pochi volti conosciuti.
Carla è in forma perfetta e dopo le prove del pomeriggio tutto è pronto per affascinare anche chi non è abituato ad ascoltare questo programma, piuttosto lungo, che si snoda fra i vari cantautori scelti senza tuttavia appesantirne troppo l’ascolto.

Il programma
Un blasfemo
Atlantide
Lindbergh
Non insegnate ai bambini
Almeno pensami
Il cielo
Auschwitz
Il contatto
Dammi la mano amore
Morire d’amore
Febbraio
Autunno già
L’umana nostalgia
La realtà non esiste
L’era del mito
I treni di Tozeur
Nomadi
A cchiù bella
La cura
Veleni
Il sole nella pioggia

Prospettiva Nevski
Il vento caldo dell’estate
Per Elisa

Le foto

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Lungo la strada live. FNAC Roma, 10 maggio 2009

10 maggio 2009 Roma – FNAC, Showcase di presentazione di Lungo la strada live con Maurizio Gregorini  

Iniziamo dalla fine…

Da una foto insieme a Carla

Ogni incontro con te è denso di emozioni, a volte è un sorriso, altre volte una frase, altre ancora un abbraccio… la tua Musica ha tessuto e tesse le trame della nostra vita…

Come saremmo stati diversi, forse più aridi, se un giorno le nostre vite non avessero incontrato la tua?

La Musica ci unisce, e si genera qualche cosa che va al di là di noi… Noi che siamo sul palco e chi invece ascolta… e diventiamo un tutt’uno. E in questa comunione si genera qualcos’altro di cui tutti quanti beneficiamo…
Questa è una cosa, secondo me, straordinaria…”  Carla Bissi

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Lungo la strada, 3 aprile 2009, Milano – FNAC

3 aprile 2009FNAC di Milano.

Presentazione di Lungo la strada live


Una settima prima…

– Che dici? Si va a Milano?
– Mah… vedrai che Carla canterà tre o quattro pezzi al massimo…
– Allora… va be’ dai, allora non ci andiamo… tutti quei chilometri…
– Ok, va bene, in fondo siamo appena stati al concerto di Prato…
– Allora deciso eh!
– Sì, sì, deciso

Tre giorni prima

– Allora siamo sicuri, no?
– Ma si certo! Mica vogliamo andare a Milano per ascoltare quattro canzoni…? Poi ci sarà il tour estivo… avremo altre occasioni…
– Io mi sento depressa
– Eh, pure io…
– Certo, il massimo sarebbe ascoltare Carla dal vivo. Basterebbe un quarto d’ora per stare meglio
– Già, ma tanto quest’estate farà il tour
– Sì, ma siamo solo a fine marzo:(
– Vorresti andare a Milano, Chicca?
– Io???? Noooooooooo!!!! Era così per dire

Il 2 aprile…
– Driiiiiiin
– pronto, dimmi Chicca
– Stavo pensando, a che ora si parte domattina?
– 8,30 a casa tua?
– Facciamo 8,45
– Ok, ma mi raccomando, non fare tardi come al solito. Quando arrivo devi essere pronta!
– Ok, a domani!!!!!!!!!!

Ecco, più o meno è andata così…
Partiamo alle 9,30, colpa mia, come sempre 🙂
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Siamo partiti con quella solita emozione negli occhi e nel cuore che ci porta lontano e vicino, lontano dalla realtà forse, vicino a noi stessi, molto più vicino a noi stessi…
Il viaggio in auto scorre serenamente, il tempo è bellissimo, arriviamo a Milano nel primo pomeriggio. Il fido Tom Tom ci porta dritti dritti di fronte alla Fnac. Imbocchiamo una via laterale dove una bella telecamera del Comune di Milano ci inquadra memorizzando la targa della nostra macchinina :o) Flavio, in preda ad un ottimismo esagerato, crede siano le telecamere di sorveglianza di un negozio. Dopo esserci fatti immortalare da mezza Milano entriamo finalmente in un parcheggio che, a giudicare dai costi, dovrebbe essere d’oro e diamanti…
Davanti alle vetrine della Fnac ci fermiamo una decina di minuti, felici di vedere la vetrina piena di cd di Carla!

Qualche telefonata (una anche al “nostro” avvocato “de Roma” perché non abbiamo ben capito come funzioni l’ecopass e temiamo una megamulta al ritorno a casa), un attimo di concentrazione ed entriamo. E’ ancora presto, si fa un giro di perlustrazione, si comprano varie copie del cd per gli amici, io vengo sopraffatta, come al solito, dalla sindrome da shopping compulsivo…
Poi arriva Carla e ci saluta con un sorriso radioso! Insieme a lei entriamo nella saletta dove si svolgerà la presentazione del disco e ci fermiamo a parlare qualche minuto. Raggiunti lì dal nostro amico Davide, scambiamo ancora qualche battuta e poi preferiamo uscire per non disturbare Carla durante le sue prove…
Una piccola folla si comincia a formare e tutti attendiamo di poter prendere posto appena Carla avrà finito…

La sala è veramente piccola e Carla è lì, a due passi da noi che siamo in prima fila…
Enzo Gentile le pone domande mirate e interessanti sui pezzi che sono stati inseriti nel cd, sui motivi di alcune scelte, e su molte altre cose. Carla risponde in maniera amabile e ancora una volta si commuove fino alle lacrime ricordando la sua amica Giuni Russo…
Dopo l’intervista Carla al pianoforte canta Dammi la mano amore ed Il contatto poi cede il posto ad Alberto Tafuri per proporci Febbraio, A cchiù bella, La cura (stupenda) e infine… ancora rapita dall’esecuzione di Prato, le chiedo di cantare di nuovo Tim. E Carla ci accontenta.
Caldi applausi accolgono questa breve ma intensa esibizione… Carla si ferma a lungo a parlare, firmare autografi, salutare tutti … Poi mi dice parole che mi trafiggono l’anima e di cui spero un giorno di fare davvero tesoro, non solo con il cuore, ma anche con le azioni…

La nostra serata si conclude nella solita pizzeria di Milano (è la terza volta che ci ritroviamo lì dopo un’esibizione di Carla) dove mangiamo in compagnia di Marina, Sandra, Davide e Giorgia. E poi ancora a casa di Davide per tentare di masterizzare un dvd… ma qualche problema tecnico allunga i tempi previsti per l’operazione…La serata è comunque piacevolissima e Davide un padrone di casa stupendo 🙂
L’indomani mattina si riparte dopo essersi rassicurati sul mostro ecopass: la nostra auto è euro 3 e quindi non si deve pagare nulla! Fiuuuuuuuu!! Niente multa!!

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli


Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Lungo la strada. 20 marzo 2009, Prato

20 marzo 2009  Prato, Teatro Politeama
Un viaggio piuttosto breve per noi, abituati a macinare chilometri per i nostri consueti appuntamenti con emozioni senza fine e sempre nuove…
Le aspettative per questa giornata sono molte, alcune annunciate, alcune immaginate, alcune sperate… e tutto arriva per chi sa aspettare…

Non serve nemmeno programmare il navigatore, stavolta è davvero facile arrivare a destinazione.
Si parte con un po’ in ritardo rispetto alle previsioni (colpa mia, ma non c’è bisogno di sottolinearlo), una sosta per il terzo caffè mattutino, un’altra per rifornire anche la C2 di benzina e di aria negli pneumatici… Anzi no! L’omino gentilmente mi fa notare che… “signorì, le sue gomme sono tutte troppo gonfie…”
Ops! Immancabile il commento caustico di Flavio… “Bè, ti pareva… riesci a far gonfiare anche le gomme oltre che i cosiddetti…” E dopo questa bella iniezione di autostima… il viaggio lungo l’autostrada scorre tranquillamente e arriviamo a Firenze per una sosta tecnica, lasciamo gli zaini a casa di Silvia e siamo pronti a ripartire verso Prato.
Per uscire da Firenze però decidiamo di sfruttare il vecchio caro navigatore il quale, forse un po’ risentito per l’abbandono, pensa bene di farci fare un bel giretto panoramico di circa mezzora… poi finalmente, seguendo l’istinto e non lui, riusciamo ad imboccare l’autostrada…
Troviamo facilmente il teatro, ma è presto, sono solo le 15, il portone è sbarrato, non c’è un’anima in giro, decidiamo di rifocillarci da qualche parte, non solo per calmare i morsi della fame, ma anche per scaldarci un po’ in qualche caffè, visto il vento gelido che soffia tra le vie della città…

 

Foto scattata con Samsung D980


Dietro al Duomo vediamo spuntare una figura che alza un braccio per salutarci come se ci conoscesse… Mi sembra Gianpaolo ma Flavio dice “no, non è Gianpaolo, è troppo alto…” Invece è proprio lui, raggomitolato nel suo giubbino, con la sciarpa verde attorno al collo ci viene incontro sorridendo…
Tutti e tre optiamo per un locale (bruschetteria e altro c’è scritto fuori)… Peccato che accanto c’è l’ingresso di un bar che noi pensiamo essere quello giusto e invece…
Ci sediamo ad un tavolino, parliamo un po’, passano 5 minuti… cominciamo a girarci intorno… passano altri 5 minuti… lanciamo sguardi “allarmati” attorno… altri 10 minuti…. Decidiamo allora di alzarci per chiedere se per caso hanno voglia di farci mangiare qualcosa… Ma… no. La cucina è già chiusa, però… però ci sono tre “magnifici” sandwiches lì nella vetrina, poverini ci fanno anche un po’ tenerezza e allora decidiamo di sfamarci così…
Dopo il pranzetto pantagruelico sfruttiamo un po’ il calduccio del locale, strappiamo (non diciamo chi…) una pagina di un quotidiano con un’intervista ad Alice tra finti colpi di tosse e schiarimenti di voce per non farci accorgere, ma attirando così ancora di più l’attenzione!

Uscendo ci ritroviamo nel vento gelido che negli spazi aperti soffia ancora più allegro!
Cerchiamo riparo fingendo di osservare con grande interesse la vetrina del negozio di scarpe proprio di fronte al Teatro, poi ci spostiamo nell’ingresso artisti e lì ci raggiungono dopo un po’ i nostri compagni di avventure… Dopo aver salutato Carla che con un sorriso scende dal taxi, ripartiamo in cerca di un locale dove passare almeno un’oretta buona al calduccio…
La ricerca si rivela più difficile del previsto e alla fine optiamo per un bar che sembra affollato, ma il gestore fa una magia e ci apre una stanzetta al piano di sotto tutta per noi che ora siamo una decina di persone, affamate, assetate e infreddolite!
Tra vino, cioccolata calda, aperitivi, patatine e tutto l’occorrente per una dieta sana ed equilibrata il tempo passa e ci porta fin verso le 20…
Ma nel frattempo, approfittando della scusa di andare incontro a Davide, uno di noi (si dice il peccato ma non il peccatore, tanto il peccatore lo conosciamo tutti!) si defila dal gruppo di bevitori e… verrà beccato poi in flagranza di reato davanti al teatro con il manifesto appena staccato dal cavalletto sul quale faceva bella mostra di sé… A beccarlo ridendo sarà Mauro Artico (proprio uno a caso, eh?) che per facilitare il nostro compito “regala” al ladruncolo tre copie di una scaletta (che poi verrà in parte modificata)…

Il nostro “eroe”, con i trofei in mano, cerca disperatamente di arrotolare il manifesto nonostante il vento ci metta del suo per rendere più difficoltosa e lenta questa operazione pericolosissima…

Il concerto inizia alle 21,30… e che si fa nel frattempo?
Ci disperdiamo un po’, qualcuno va a mangiarsi un kebab, qualcuno una pizza, qualcuno non mangia nulla, tutti aspettiamo…
Non so più a che ora viene aperto il Teatro, entriamo, c’è una discreta folla nel foyer…

C’è qualcosa di magico in questa giornata… un Sogno che si avvera…il sogno di tutta una vita, forse. Quello fatto tante volte ad occhi aperti…

Il concerto inizia, turbato ampiamente dalle “maschere” del teatro che, nemmeno fossimo ad una seduta straordinaria del G8, come cani da guardia fin troppo zelanti si intrufolano tra le file di poltrone puntando una microtorcia in cerca di registratori, fotocamere, videocamere e chissà cos’altro… Insomma, disturbano tutta la platea…
Ma Carla incanta il cuore… ruba l’anima… Dicevo che c’è qualcosa di magico in questa serata che precede di una settimana l’uscita ufficiale del cd, come se si stesse assistendo a qualcosa di unico. Si rinnovano le lacrime e i brividi lungo la schiena mentre ascolto “La cura”. Ero già scoppiata a piangere in macchina, l’avevano mandata per radio, mentre Carla era ospite di una trasmissione che Flavio ed io abbiamo seguito collegati a internet mentre raggiungevamo la meta. Ma una nota particolare merita il pezzo simbolo di questa meravigliosa serata: la stupenda versione improvvisata di Tim… Ci resterà negli occhi della memoria l’immagine di Carla appoggiata al piano e Alberto che suona, infilando note lungo l’arpeggio che continua a risuonare come struttura portante di un brano che si amplia nella sua bellezza dolcissima… La strofa ripetuta da Carla prolunga un piacere già di per sé infinito…
Meravigliosa “Tempo senza tempo” preceduta da una dedica “ad una persona in sala, alle sue amiche e ai suoi amici, che sono anche miei amici… a tutti voi…”
Vorremmo che anche questa esibizione non finisse mai… vorremmo continuare ad ascoltare queste emozioni… vorremmo dimenticare ancora per un po’ la realtà quotidiana così scevra di sentimenti e purezza d’animo, così povera di poesia. Vorremmo fermare nel tempo senza tempo questa Poesia e godere delle sue carezze… vorremmo rallentare l’orologio, dilatare lo spazio e tenere dentro di noi l’incanto di questi momenti senza tempo…

A fine concerto uno dei momenti più belli ed emozionanti della mia vita. Ho l’onore e la gioia di vendere in anteprima questo meraviglioso cd. 150 copie volano via in 10 minuti… Mi sento felice, di una felicità che un giorno, quando sarò vicina al mio traguardo terreno, potrò ancora assaporare intatta, non inquinata da delusioni e disillusioni…

Concludiamo la serata in una pizzeria… felici, semplicemente felici….

Qualche foto della serata fra amici e le foto del concerto

 

Lungo la strada. 27 novembre 2007, Seriate

27 novembre 2007  Seriate, Auditorium Gavazzeni

Il Viaggio, il concerto, le risate, la C2 e…andate piano!

Lungo la strada per Seriate la nebbia avvolge il paesaggio tagliato in due dall’autostrada.

Il sole riesce comunque a trafiggere i banchi illuminando gli alberi di un intenso giallo dorato.

Qualche rallentamento fra Incisa e Firenze sud, poi il tratto appenninico con gli autotreni incolonnati e il sole a illuminare la mattinata.

Arriviamo a Bergamo (dove abbiamo prenotato l’albergo) nel primo pomeriggio. Sono emozionata, un’emozione forte che non riesco a trattenere. E subito mi tradisco cercando di aprire la stanza dell’albergo con le chiavi della macchina (?!?!?!)

Lasciamo i bagagli e ci dirigiamo senza indugi verso Seriate, che dista circa cinque chilometri da Bergamo.

Nel frattempo cominciano a squillare i telefoni: “dove siete?”, “io sono in treno, ma porta ritardo”, “noi partiamo fra poco”, “Carla è arrivata?”. Tra sms e telefonate sembriamo il centralino della Sip (ops, Telecom… scusate, stavo pensando ad Animali d’America)

Alle 15,30 arriviamo al Cineteatro. Grazie TomTom, non sbagli un colpo! Sì, è vero, qualche volta mi hai mandata per campi, ma forse è solo la tua vena bucolica… e comunque trovi sempre il modo per farti perdonare 🙂

Esattamente nell’attimo in cui scendiamo dalla macchina appena parcheggiata vediamo arrivare Carla che ci saluta con uno dei suoi meravigliosi sorrisi. Il sorriso di Carla è un caldo abbraccio, un tepore dell’anima, un sorriso sincero… gli occhi non mentono…

Il pomeriggio scorre e di lì a poco ci raggiunge Davide con il quale facciamo una sosta-rifocillamento in un bar della zona.

Il sole è ormai tramontato e il freddo si fa sentire mentre stazioniamo davanti al teatro per difendere la nostra postazione (i biglietti non sono numerati…, a proposito, vorrei lanciare una campagna a favore della numerazione dei posti in teatro, almeno d’inverno!).

Pian piano arrivano tutti gli altri (non vi elenco tutti, altrimenti mi sentirei un po’ Pagine Bianche, tanto voi che leggerete questa breve cronaca vi riconoscerete come parte integrante del racconto.

Ci spostiamo nell’atrio del teatro dove la temperatura è decisamente gradevole. Mi sento nervosa…Un’emozione palpabile si impossessa di me… Gli amici mi parlano ed io sono assente. Mi chiudo nel silenzio che precede il concerto, ne ho bisogno, per ascoltare fino in fondo le mie emozioni.

Entriamo finalmente in teatro… la prima fila è nostra, anche questa volta ce l’abbiamo fatta!

Prima del concerto, grazie a Paoletta e Alessia, ho l’opportunità di conoscere di persona Susanna Parigi, un’artista che apprezzo moltissimo e che si rivela tanto semplice quanto grande artisticamente.

Il buio scende in sala…. All’apertura del sipario un’aria fredda ci colpisce in viso e fa da contrasto al calore intenso delle nostre emozioni.

Dopo una breve introduzione strumentale Carla entra in scena accolta da un caldo applauso.

Il concerto si apre con Un Blasfemo… poi tutti gli altri brani ascoltati a Taranto. Rispetto al concerto di Taranto si avverte una maggiore complicità fra Carla, Alberto e Massimo.

Un concerto intenso, scandito dalla poesia di Carla e dalla risposta entusiasta del pubblico. E’ quella che amo definire Comunicazione allo stato puro: nessun velo si frappone fra le le emozioni che si sprigionano dal palco e quelle che scaturiscono dai nostri cuori, dalla nostra fame di poesia.

E le emozioni più intense ce le offrono due brani che Carla interpreta come solo lei può fare: Col tempo e Il sole nella pioggia. Sento su di me il dolore e la nostalgia, il rimpianto e la solitudine. Sento la pioggia bagnare il viso e il sole rischiarare il mare.

Tante vibrazioni, tanti applausi e acclamazioni, anche stasera. Alla fine il pubblico è tutto in piedi…

…quel pubblico che la ama e che l’aspetterà silenzioso dopo il concerto… per dirle ancora grazie, grazie di esserci…

E’ tardi, sono le 23 passate e decidiamo di cercare una pizzeria. Non mangiamo mai prima dei concerti, per restare in contatto più diretto con le emozioni. Poi, dopo i concerti, la fame si fa sentire all’improvviso.

Ma…momento di panico… la mia piccola c2 non ne vuole sapere di mettersi in moto! Proviamo e riproviamo, ma niente da fare, è morta. Ok, effettivamente Carla ci aveva detto di andare piano, ma non di restare fermi a Seriate! Maurone e Fabio si offrono di spingere l’auto per tentare un’accensione forzata, ma nonostante gli sforzi profusi, la piccola bastarda si rifiuta di mettersi in moto. Spinta dal mio pessimismo cosmico che solo la mitica Marina riesce a placare immagino scene apocalittiche… La piccola c2 il giorno dopo dovrebbe portarci a casa: 550 chilometri!

Alla fine decidiamo di spingere la mia “simpatica” macchinina in un parcheggio e di andare a cena. Alla c2 penseremo dopo, ora pensiamo a divertirci e a festeggiare il compleanno di Marina fra risate, foto e brindisi.

Verso l’una di notte riproviamo a far partire l’auto, ma niente da fare. Che sia finita la benzina? In fondo di chilometri ne abbiamo fatti e anche il pieno prima o poi si svuota… Così decidiamo di cercare un distributore. 

Marina tira fuori dalla sua auto l’occorrente per il rifornimento e poi insieme a me e Sandra schizza via verso un distributore.

Dovete sapere che l’auto di Marina è meglio della borsa magica di Mary Poppins… ci si trova di tutto, dal temperino, alla bottiglia di spumante alla provvidenziale tanica in plastica!

Silvia documenta tutta l’avventura con la macchina fotografica, mentre i signori maschietti presenti, dopo il fallito tentativo di far resuscitare la c2 a spinte, tornano alla loro naturale indole e si limitano al… nulla!

(ma dove sono gli uomini di una volta? quelli che non dovevano chiedere mai, per intenderci…)

Anzi, no! Fabio se ne esce con questa frase, giudicate voi…: “Non si capisce perchè non parte, il quadro si accende, le luci pure, alla fine funziona tutto perfettamente!”

Ben presto vengono richiamati all’ordine e così si mettono al lavoro…

Comunque nemmeno la benzina ci salva, così mi gioco l’ultima carta che non è l’aiuto da casa, visto che la casa è a più di 500 chilometri da qui, ma i cavetti della batteria.

Come andranno messi? Niente paura! C’è Marina che sa tutto e grazie ad un eccellente lavoro di equipe… la moribonda resuscita! 

Fabio armeggia con i cavetti…

poi li posiziona diligentemente

il gemellaggio

mi appresto a mettere in moto facendo scongiuri vari

Anche stavolta l’avventura si conclude bene e Marina stappa la sua bottiglia di spumante facendo il bagno anche alla c2.

ce l’abbiamo fatta!!!

Marina stappa la bottiglia di spumante

poi beviamo alla salute della C2

La quiete dopo la tempesta

Saluti, baci, una bevutina e si parte. Flavio, io, Antonella, Silvia e Maria ci fermiamo un’oretta buona in albergo a commentare il concerto in un’atmosfera da pigiama party. Si fanno le tre. Andiamo a dormire… e speriamo che domani la c2 si avvii…

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Concerto ad Amandola, 07 09 2007

7 settembre 2007  Piazza Risorgimento

Un viaggio in auto attraverso l’appennino umbro-marchigiano ci ha portati incontro a una bellissima giornata, di quelle che non si dimenticheranno mai, nemmeno quando il tempo avrà annebbiato ricordi, sbiadito immagini…

Giorni così, abbiamo avuto la fortuna di viverne molti insieme a te Carla, amica “inconsapevole” come amo definirti, in fondo compagna dei nostri viaggi, quelli sulle strade che ci hanno portato nei luoghi dei concerti…quelli sognati che portano la mente altrove… quello più importante, il viaggio che ognuno di noi fa attraverso la sua vita…

E tu sempre presente…

Prima di partire, una Crissi completamente vestita di nero, ma, viste le aspettative della giornata, un po’ meno cupa del solito, lascia sfuggire al controllo del suo io una frase: “Il nero mi protegge dalle insidie del mondo”…Forse un tentativo di emulare la Filosofa (la nostra cara amica Maria -n.d.r.), oggi purtroppo assente?

Comunque torna subito con i piedi per terra occupandosi di cose pratiche: le istruzioni per Chiara:

L’appennino ci svela la sua bellezza, l’auto procede lungo strade che costeggiano dirupi scoscesi, alla fine dei quali scorrono lenti corsi d’acqua…tra il verde acceso della vegetazione, tra l’azzurro terso di un cielo prematuramente freddo dove nuvole bianche, candide, danzano nel vento …

Salgono i tornanti, fino ad ampi spazi aperti che il silenzio, unico suono udibile, riempie…

incontriamo pochi altri viaggiatori su quelle strade… scendendo, una mucca sul ciglio della strada osserva la nostra auto senza troppo interesse…

.. più in là un gruppo di colombi attraversa l’asfalto per poi levarsi in volo al nostro avvicinarsi…

La strada sembra più lunga di quanto non sia nella realtà…

Arriviamo comunque presto a destinazione…

…e senza troppa fatica troviamo subito il palco.

Il paese è piccolo e silenzioso.

In compagnia del simpaticissimo Antonio, appena conosciuto, visitiamo il borgo e scattiamo alcune foto…

Il pomeriggio continua tra parole e silenzi, sguardi, sorrisi, foto e attese…

Poco dopo le 17 arriva Carla, tailleur grigio, si ferma un attimo a salutarci prima di salire sul palco per tentare di provare i pezzi per la serata.

Le prove vanno avanti faticosamente, la piazza non è stata chiusa al traffico, c’è un continuo viavai di auto, autotreni, camion, un gran rumore attorno al palco.

Carla però la prende con grande ironia, anche se è visibilmente inquieta per quello che sta accadendo. Tanto che dopo un po’ ci esorta a salire sul palco per scattare qualche foto che testimoni in quali condizioni sia costretta a provare…

dal palco

Alice osserva il traffico…

Certo la vista che si ha dal palco è piuttosto avvilente, immaginiamo cosa possa provare un artista a trovarsi in quella confusione…

Il sole inizia a scendere, l’aria si fa sempre più fresca, quasi fredda, e ci aiutiamo con qualche grappino offerto generosamente dal buon Maurone (quelli del bar avranno pensato male visto che si è presentato al banco almeno tre volte e ne è tornato col bicchierino pieno).Comunque ci ha salvati dal congelamento… anche se non senza effetti collaterali: quando è iniziato il concerto Crissi era piuttosto brilla, ma stranamente non le tremavano le mani, come testimoniano le riprese fermissime della serata. D’altra parte Gianpaolo, dopo il concerto, continuava a dire: “questo concerto l’ho vissuto in modo molto particolare, non so, sarà l’effetto dei grappini…”.

Una foto alla  piazza di notte…

…e poi…in preda all’euforia provocata dall’alcol e dall’attesa del concerto ci facciamo una bella foto di gruppo (qualcuno viene colto in flagrante con il bicchierino in mano)

Foto di Flavio (che essendo l’unico ancora in retti sensi si è prestato ad immortalarci)

La piazza non si riempie, passa il tempo e sembra sempre vuota, le auto e gli autotreni continuano ad attraversarla…

Alle 22 inizia il concerto…

Facciamo sentire a Carla tutto il nostro calore, tutto il bene che le vogliamo, l’affetto, la riconoscenza, la stima.

Carla continua a cantare nonostante il rumore proveniente dalla strada e da un bar lì vicino, Lo fa per noi che siamo in pochi, ma con gli applausi e le parole gridate da sotto il palco le rimandiamo le emozioni che lei stessa suscita in noi…

Sarà comunque un concerto da ricordare, la voce di Carla è potente, lieve, leggera, penetrante, dolce, aspra… Sul palco dà tutta se stessa e lo fa in modo straordinario, come chi desideri ad ogni costo ribadire il valore della poesia… l’arma più nobile contro l’indifferenza e il rumore provocati da chi non sa ascoltare. Alberto suona magnificamente come sempre e si esibisce anche alla chitarra in una versione un po’ modificata di Anin a gris.

Ci ringrazia infine Carla, per essere lì..

Ma siamo noi che ringraziamo te, che non hai smesso di cantare quando un’autobotte enorme si è affacciata sotto l’arco della piazza interrompendo la sempre bella “Dammi la mano amore”…

autobotte di passaggio :/

…le tue parole spezzate a metà da uno sguardo sbigottito e da una risata spontanea, come spontaneo è l’applauso ironico che fai a tutto ciò…”io direi che passiamo al pezzo successivo” dici a Tafuri… ma al coro dei nostri no: “va bene, perché siete voi eh, perché il mio istinto sarebbe quello di andarmene, però per rispetto a voi e a tanti amici che mi sono venuti a trovare da molto lontano, e io li ringrazio tantissimo… andiamo avanti”

Ecco, questo è stato il concerto di Amandola, un momento intenso, vissuto in maniera diversa dal solito, forse più intima…

Grazie Carla. Grazie di essere così…

Le prove

Luciano Serena, fonico – foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Il concerto

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

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Foto di Flavio Francescangeli

Foto di Flavio Francescangeli

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Foto di Cristina Paesani