Alice a San Miniato, Chiesa di S.Domenico – 17.12.17

Il nostro viaggio inizia come di consueto con uno sguardo al percorso, che stavolta non ci spaventa affatto, a/r si può fare quasi ad occhi chiusi 😀

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Una giornata di sole ci aspetta dopo giorni di pioggia e arrivati a S.Miniato facciamo un giro di perlustrazione, il paese è molto carino,  entriamo nella Chiesa che ospiterà il concerto per dare giusto un’occhiata…
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Un buon pranzetto e ci dirigiamo al belvedere della Torre di Federico da dove il panorama si estende a perdita d’occhio, grazie anche alla giornata limpida.

Nel nostro girovagare pomeridiano e pre-concerto insieme ai ‘soliti’ amici 😉 abbiamo sperimentato un bar dove si godeva di una bella vista, una enoteca con cucina (dove abbiamo pranzato ottimamente, ma altrettanto non si può dire dell’aperitivo assai striminzito e ridotto ad un prosecco con pane e buon olio toscano), ed una pasticceria che abbiamo tutti quanti gradito facendo incetta di paste con panna e cioccolato e di buonissimi cantucci, il tutto condito dalle nostre chiacchiere alcooliche…

Prima che la notte avvolga tutto, torniamo al belvedere e ci godiamo il tiepido tramonto decembrino.

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Manca ancora qualche ora alle 21, come detto sopra girovaghiamo tra i tre localini per riscaldarci un po’ e far scorrere il tempo mentre Carla continua le prove in Chiesa


Programma della serata

L’atmosfera nella Chiesa di S.Domenica è davvero suggestiva,
il concerto si apre come da programma, Alice è un po’ giù di voce, ma questo non le impedirà di emozionare tutte le persone che gremiscono la Chiesa.
Oltre ai brani segnati nell’opuscolo, dopo Tante belle cose  viene inserita La Cura, che Alice dedica con grande commozione a Franco Battiato.
L’esecuzione è delicata, sospesa nello spazio, lieve e potente allo stesso tempo; sussurrata con emozione evidente, come chiaro a tutti è l’Amore che Carla riserva a questo brano, a tutto ciò che rappresenta. Il pianoforte suonato dal Maestro Carlo Guaitoli non fa altro che sostenere e sottolineare questa emozione, che noi stessi ascoltando in silenzio, ed io col respiro trattenuto, viviamo intensamente.

Il concerto si chiude con due bis natalizi
Adeste fideles, proposta in una versione deliziosa, in cui l’arpeggio appena pizzicato della chitarra di Antonello D’Urso offre un tappeto soffice dove la voce di Alice fluisce con leggerezza e sacralità;
Have Yourself a Merry Little Christmas’, canzone pop scritta nel ’43 ed incisa per la prima volta da Judy Garland.

Le foto

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Viaggio in Italia. 23 marzo 2004, Mestre – Teatro Toniolo

23 marzo 2004   Mestre – Teatro Toniolo

Un’altra giornata di pioggia… ultima data del tour. Eppure non sento la tristezza che di solito accompagna questo evento. E’ come se sentissi che sarà una data speciale.

       

Avverto un’impalpabile euforia prima dell’inizio…forse perchè tendendo l’orecchio alla sala dove Carla sta facendo le prove ascolto, fra incredulità e dolcissimo stupore, le prime note di quel pezzo che fin dal primo ascolto ho sognato cantato da lei: La cura. L’entusiasmo è alle stelle, impossibile nasconderlo. E la ragazza della biglietteria, che sta per chiudere le porte, forse commossa proprio da questo entusiasmo, fa entrare me e i miei compagni di viaggio nella sala del teatro.

In un’atmosfera sospesa e da sogno ad occhi aperti godiamo a fondo di questa anticipazione.
Ormai non penso ad altro e l’attesa dell’inizio si fa sempre più impaziente.

Si apre il sipario…   Un blasfemo… Che strana sensazione le prime note del pezzo che apre un concerto… E’ come se quel momento non fosse mai vero fino in fondo. Il primo pezzo è quasi sempre più sognato che vissuto. Così ogni volta che ascolto Un blasfemo inevitabilmente lo associo al momento magico e quasi surreale in cui si apre il tendone del teatro. Sì, Un blasfemo ha il sapore incantevole di quell’attimo, le sue parole taglienti sono l’aria fredda che si percepisce all’apertura del tendone, forse per il contrasto con il calore artificiale del riscaldamento presente nel teatro.
E’ bellissimo l’ultimo concerto di questo mini-tour. Carla ricambia il calore del pubblico con gioia e con una passione nell’interpretazione che è possibile raggiungere completamente solo quando l’artista e il suo pubblico stanno parlando la stessa lingua, stanno vivendo, da due prospettive diverse, le stesse emozioni.
E a questo pubblico meraviglioso, composto e passionale nello stesso tempo, Carla regala il momento più intenso di tutto questo tour, La cura.
 Carla canta per il puro piacere di farlo, per offrire un dono a se stessa e al pubblico che la ama. Ed è magia, è incantesimo, è tempo che si vorrebbe fermare e far ricominciare a proprio piacimento. Voce e pianoforte in un crescendo di brividi indimenticabili. Grande, davvero grande Tafuri… non dimenticherò mai questi istanti… 
E in questo connubio perfetto di musica, poesia e sogno svaniscono anche i ricordi delle disavventure che hanno accompagnato questo tour: chilometri e chilometri in poche ore, tanto sonno perso e cellule cerebrali definitivamente compromesse:), neve, tanta neve, pioggia, freddo, raffreddori e bronchiti, furti subiti all’autogrill…
 La cura, questo straordinario regalo, si chiude in un crescendo strepitoso alle tastiere (da…infarto!!!!) e ci da la forza per affrontare un altro lungo ritorno a casa.


A presto Carla… con te nel resto del Tempo!

Il concerto

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

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Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

Foto di Cristina Paesani

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Foto di Cristina Paesani

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